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Marcegaglia chiama Tomat e Riello

 ROMA. Un volante di Ferrari F1 perché Confindustria è una macchina meravigliosa e bisogna correre. E’ il regalo che Montezemolo commosso ha fatto ad Emma Marcegaglia all’assemblea che ieri, con maggioranza più che ‘bulgara’, ha ufficialmente segnato il passaggio del testimone fra il presidente di Fiat e Ferrari e l’imprenditrice dell’acciaio. Un ‘rito’ interno, cui seguirà oggi la consacrazione pubblica. E intanto Emma ha chiamato in squadra tre veneti, Andrea Tomat e Andrea Riello nel direttivo di 16 membri e il vicentino Paolo Bastianello, della Mary’s Confezioni a far parte della giunta.
 Per Marcegaglia 1.328 sì su 1.330 voti: solo due no, un plebiscito cui l’imprenditrice mantovana ha risposto con un messaggio di fiducia. Senza nascondere il difficile quadro economico nazionale ed internazionale, Marcegaglia guarda avanti: «Con le elezioni c’è stata una forte discontinuità. Abbiamo un governo forte e c’è stata una semplificazione dei partiti. E’ sparito il clima di odio degli ultimi 15 anni. Oggi rispetto a 4 anni fa la situazione è più favorevole al cambiamento. Non sarà automatico, ma se davvero si vuole cambiare qualcosa si può fare. Il dialogo sembra andare avanti, le prime dichiarazioni di Berlusconi sono improntate al dialogo». Poi ha subito affrontato i temi concreti, riproponendo le tesi esposte il 23 aprile nella sua uscita da presidente designato. Ecco allora l’applauso alla detassazione degli straordinari varata ieri in Consiglio dei ministri: «positivo, un primo segnale forte sulla strada dell’aumento di produttività e salari. Un risultato di cui essere fieri».
 La neo presidente guarda ai sindacati con l’auspicio che, questa sia la volta buona per riformare il modello contrattuale e iniziare una nuova stagione di relazioni industriali. «Dobbiamo cominciare a lavorare da subito, senza perdere tempo - ha detto -. La trattativa non sarà una passeggiata, ma credo che questo è il momento di trovare una soluzione e mettersi d’accordo. Le relazioni sindacali sono la prima azione che porteremo avanti, il modello vigente è obsoleto. L’accordo del ’93 ha funzionato, ma ora non risponde più alla vera istanza di coniugare la produttività ed i salari». E direttamente ai sindacati: «prendiamo atto che dopo tanti anni c’è un documento unitario dei sindacati. Un documento da cui partire anche se dentro ci sono aspetti che non ci piacciono». Riferimento soprattutto all’indicizzazione delle buste paga, vista come una nuova ‘scala mobile’. E se il Sud per gli imprenditori e per la politica deve essere visto come «un giacimento per la crescita del Paese» e la sicurezza sul lavoro non si ottiene inasprendo le pene per le aziende ma facendo formazione, molti altri sono i temi strategici per i sui 4 anni di presidenza: energia, riaprendo al nucleare; lotta ai lacci della burocrazia; piano strategico per le infrastrutture; internazionalizzazione, mercati emergenti ma anche maturi: Usa, Germania e Giappone.
La squadra: Marcegaglia potrà contare su una squadra eccellente: Sergio Marchionne (Fiat), Marco Tronchetti Provera (Pirelli); Paolo Scaroni (Eni) e Fedele Confalonieri (Mediaset) sono nel direttivo - eletto ieri dalla giunta - insieme a Diana Bracco, Gianfranco Carbonato, Michele Graglia, Gaetano Maccaferri, Michele Perini, Andrea Riello, Andrea Tomat, Antonio Lunni e Vincenzo Boccia. Consiglieri Confalonieri e Galateri.