Ha sudato sette camicie prima di approdare in via del Carmine, lavorando giorno e notte in aziende metalmeccaniche dellAlta padovana. Ma adesso, dallalto dei suoi quasi due metri daltezza, in un perfetto italiano, può dirlo: «Ero diffidente verso il mondo del sindacato, ma qui ho trovato reali e concreti spazi di democrazia». Abdoulaye Laity Fall, senegalese, da tutti conosciuto come Pap, è il primo funzionario immigrato della Cisl di Padova.
Trentanni appena compiuti, felice padre di un bambino di poche settimane nato in Italia, e una lunga esperienza che da Dakar lo ha portato prima in Francia a completare gli studi di informatica e poi a Padova per lavoro, Pap Fall oltre ad essere responsabile dei giovani della Cisl, è anche co-presidente dellAnolf-Cisl di Padova (lAssociazione nazionale oltre le frontiere) e presidente dellAssociazione senegalesi che conta 232 iscritti. Ora ha assunto il ruolo di rappresentante sindacale dei lavoratori stranieri.
«Essere nella Cisl - rileva Pap - vuol dire prima di tutto mettere le proprie capacità ed esperienze al servizio delle persone, senza distinzioni fra italiani e migranti». Ma cosha spinto ad abbracciare la Cisl? «Sicuramente la volontà di offrire il mio contributo - risponde - per creare un punto di riferimento per le persone e le famiglie immigrate che si sono stabilite a Padova».
Il suo approccio allimpegno sindacale è di cinque anni fa, quando si è trasferito in Veneto e ha iniziato a lavorare per unimpresa metalmeccanica dellAlta padovana, la Metals di Borgoricco. «Lì - racconta - ho compreso per la prima volta cosè il sindacato. Allinizio ero pessimista, perché avevo una percezione piuttosto confusa dellattività sindacale, poi partecipando alle assemblee e vedendo la realtà con i miei occhi ho deciso di impegnarmi in prima persona per dare tutela e assistenza ai lavoratori. Ho conosciuto Lino Coniglio, operatore della Fim-Cisl: è stato lui a incitarmi e propormi. Così nel 2005 sono stato eletto».
Per il giovane funzionario di colore lanno scorso è arrivata pure la qualifica di formatore sindacale. «Nella Cisl di Bonanni ho trovato grande attenzione ai problemi degli immigrati e dei giovani. Si cerca sempre la strada migliore per risolvere i problemi con la contrattazione, senza dover ricorrere al conflitto a tutti i costi».
Essere operatore Cisl è una grande responsabilità, Pap lo sa: «Dovremo essere capaci di portare avanti unidea di convivenza e di integrazione che sia rispettosa delle differenze di cultura e di religione, ma è necessario far conoscere ai lavoratori immigrati e ai giovani la funzione e i servizi che la Cisl può offrire».
Fortemente convinto che Pap Fall rappresenti una scommessa sui giovani motivati e preparati, è il segretario della Cisl di Padova Adriano Pozzato: «Lui è lemblema di un sindacato che, oggi più che mai, è pronto a scommettere sui giovani. La nostra è unorganizzazione in movimento e per noi il pianeta giovani e i problemi dei migranti costituiscono una priorità».
Piccola boccata daria, poi Pozzato riattacca: «Laccesso alla casa, la difesa dei redditi, lesigenza di un lavoro che garantisca prospettive e, non certo da ultimo, lintegrazione sociale rappresentano questioni aperte, alle quali bisogna esser pronti a dare risposte». Un sindacato aperto al futuro, la Cisl: «Certo - conclude il segretario - ed è proprio il motivo per cui ci teniamo particolarmente a incrociare linteresse dei giovani lavoratori come Pap».
(Massimo Nardin)