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Un padovano torna ai vertici delle Acli

 Il padovano Maurizio Drezzadore è stato eletto nella presidenza nazionale delle Acli-Associazioni cristiane lavoratori italiani. Dopo trent’anni un veneto torna dunque ai vertici negli organi dirigenti dell’associazione, eletto dal neonato Consiglio nazionale, a sua volta espressione del 23º congresso svoltosi a inizio mese (2-4 maggio). La presidenza risulta così composta: presidente Andrea Olivero (Cuneo), vicepresidente vicario Michele Rizzi (Roma), vicepresidente Paola Vacchina (Aosta), vicepresidente Michele Consiglio (Torino); componenti: Sebastiano Arcidiacono (Catania), Vittoria Boni (Milano), Alfredo Cucciniello (Avellino), Maria MariaGrazia Fasoli (Roma), Maurizio Drezzadore (Padova), Pierpaolo Napoletano (Bari), Lidia Borzì (Roma).
 57 anni, sposato con due figli, Drezzadore ricoprirà l’incarico di responsabile del Dipartimento lavoro e formazione della presidenza nazionale e di presidente di Enaip dell’Italia e dell’estero. «La sfida per le Acli del 21º secolo - ha detto Drezzadore - è saper interpretare il futuro. Dare voce, ma anche guida e rappresentanza alla nostra gente dentro alle tante incertezze del presente». «E’ dentro al lavoro che intravediamo gli effetti più rilevanti della globalizzazione che ormai ha avvolto l’intero mondo». E parlando di politiche formative ha sottolineato: «Incalzeremo il governo perché sia completato il riordino dell’istruzione superiore». Maurizio Drezzadore è attualmente anche segretario generale di Forma, associazione nazionale degli enti di formazione professionale, membro della Commissione d’indagine sul lavoro in Italia istituita presso il Cnel, nonché membro del Comitato economico finanziario dell’Istituto per la cooperazione economica internazionale.