Madonna pellegrina, gli è difficile camminare per strada senza essere strattonato da veci e bocia ma lo vede anche lui che i suoi bocia cominciano ad avere i capelli bianchi, per loro accetta di bere più del dovuto ma sa anche che a casa li aspettano i nipotini. «Abbiamo combattuto contro la scelleratezza dellesercito volontario come leoni e abbiamo perso. Era come scopare il mare. Lo chieda a loro cosa saremo tra 20 anni. Io non ci sarò più. Spero solo che vendano cara la pelle prima di finire nel dimenticatoio».
E allora la festa è già festa di addio, si beve sul lutto, un brindisi a quel che si era, un bicchiere a quel che non si sarà più. Alpini sempre, certo, anche nella più piatta cittadina dello Yorkshire, a Ilkley, come il signor Giorgio Lovisella e la squisita moglie Patricia, alpini morenti, una decina attecchiti anche a quelle latidudini, duri a dimenticare, tutti a cantare una canzoncina che alpina non è, la canzone di Ilkley appunto: racconta la rampogna fatta da una ragazza al suo moroso. «Ti avevo detto di mettere il cappello, non lhai messo e sei morto di freddo, andrai sotto terra, ingrasserai i vermi e i vermi le mie oche. Ti ricorderò così caro, mangiando le oche».
Giuseppe Carta, ingegnere delle biomasse, bassanese di 25 anni, non ha fatto il militare ma ha aperto il suo garage di casa che dà su salita Grotti, ci ha messo davanti un tavolo e con la ragazza, Paolo, Pipo e altri offre gratis lasagne al ragù, vino, formaggio e birra. «Forse la ricetta sta nel trasformare il servizio militare in servizio civile, che altro sono gli alpini se non questo? La storia delle missioni di pace non ha funzionato, non ci crede nessuno. In Libano e in Afghanistan ci vadano quelli che delle armi fanno mestiere». «Sì, ci vadano i mercenari - aggiunge Paolo, 35 anni, a suo tempo riformato - io nellesercito ci sarei morto. Non sopporto la mancanza di senso, a un mio amico gli si sono consumati i tacchi dalla parte verticale a forza di stare con i piedi sulla sedia. Era negli alpini». «Falla finita - salta su Giuseppe - vi siete emozionati tutti ieri al passaggio della bandiera».
Qualcuno osserva che ormai Lega Nord e alpini sono esattamente sovrapponibili, stesso verde, stessi valori popolari, stesso radicamento pedemontano, stessa allergia per la metropoli. «Suggestivo ma improprio - corregge Giuseppe - di uguale hanno la semplicità, ed è un argomento irresistibile». «In quanto al verde dei verdi andiamoci piano poi - raccomanda Pippo - quelli sono come le angurie, verdi di fuori, rossi di dentro e con i semi neri».