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Lavoro: l’età pensionabile sarà innalzata


 ROMA. Pensioni, straordinari, Ici, Ponte sullo stretto, Alitalia. E poi ancora i dipendenti pubblici fannulloni e quelli bravi. Le prime indicazioni su quello che aspetta il governo Berlusconi nelle prossime settimane arrivano dai ministri appena dopo il giuramento.
 E Tremonti e Padoa-Schioppa parlano per più di un’ora al momento del passaggio di consegne (incombe anche l’Ecofin martedì prossimo). Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, rivela che non sarà messa «subito in discussione l’età minima per la pensione», ma in ogni caso il nuovo esecutivo «lavorerà sulla questione».
 Chiamando in causa il governo Prodi, Sacconi considera «un errore» l’aver messo mano alla riforma dello «scalone» (di punto in bianco alzava l’età pensionabile), ma aggiunge parole ambigue, dicendo che si lavorerà «in altro modo per alzare effettivamente l’età di lavoro». La detassazione degli straordinari sarà decisa «molto presto».
 I sindacati sono sul chi vive. Guglielmo Epifani dice che la Cgil non farà «un’opposizione pregiudiziale», ma terrà «ferme» le sue opinioni. Epifani elenca problemi e difficoltà: federalismo fiscale, sanità, infrastrutture, rifiuti di Napoli, i rinnovi contrattuali, la riduzione delle tasse su tutti i redditi da lavoro dipendente e dei pensionati. È il terreno scelto anche da Raffaele Bonanni, leader Cisl: la riforma dei contratti «ha bisogno del taglio delle tasse sui salari», come sulle pensioni.
 Luca Cordero di Montezemolo, prima di lasciare il comando della Confindustria, ha fatto buon viso davanti al governo, «mix di esperienza e di novità», riservandosi un giudizio sulle cose «importanti e urgenti» che dovrà fare. Anche lui ha chiesto la detassazione degli straordinari e ha aggiunto anche quella sui premi di rendimento. Umberto Bossi, ministro delle Riforme, ha arricchito la giornata degli annunci, proponendo che l’80 per cento dell’Iva rimanga alle Regioni, come il 15 per cento dell’Irpef, «altrimenti tutti i giorni sono qui a litigare». Il federalismo fiscale è il primo problema.
 La riduzione dell’Ici deve avvenire, ma senza alcun effetto negativo per i Comuni, dice Leonardo Domenici, presidente Anci che chiede un incontro preventivo a Tremonti. E propone una compensazione che riguardi gli ultimi due anni, ovvero anche chi ha già tagliato per conto suo come Milano e Roma. Sull’Ici e il taglio delle tasse in generale interviene anche il Fondo monetario: «Si può fare con il taglio della spesa». Anche Renato Brunetta, annuncia le proprie intenzioni di ministro per la Funzione pubblica. «La mia ricetta - dice - è che i buoni andranno premiati, mentre i fannulloni saranno bocciati».
 Altero Matteoli, ministro delle Infrastrutture, si trova sul tavolo due belle patate bollenti: Ponte sullo Stretto e Alitalia. «Il Ponte va rimesso in moto, poi faremo le considerazioni sui tempi», dice. «Basteranno sei mesi per il progetto», gli risponde il presidente della Sicilia, Raffaele Lombardo. Su Alitalia tanta cautela: «Berlusconi - dice Matteoli - ha preso un impegno. Ci stiamo lavorando, credo che la soluzione la troveremo».
- Renato Venditti