30 aprile 2008 —
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sezione: Spettacolo
MILANO. Spettacoli, workshop, un simposio, una videoinstallazione: così la Biennale Danza 2008 parla di «Beauty». Il via il 14 giugno con un simposio alle Corderie dellArsenale: su cosè bellezza oggi parleranno coreografi come Frédéric Flamand, Stephen Petronio, Michela Lucenti, Ismael Ivo, e Germaine Greer (lautrice di Leunuco femmina). A celebrare la bellezza e la danza saranno i 46 «ritratti in movimento» di Slow Dancing di David Michalek. Tra gli spettacoli segnaliamo magnifici ritorni, come quello del belga Frédéric Flamand - direttore del 1º festival nel 2003 - con il Ballet de Marseille in Métamorphoses da Ovidio (14-15-16 giugno alle Tese); lamericano Stephen Petronio nel trittico tra pop e avanguardia Beauty and the Brut, Bloom e This is the Story of a Girl in a World (15 e 17 giugno al Malibran); il Balletto Civile di Michela Lucenti, commissione della Biennale (Creatura, 16-17 giugno alle Vergini). Un mito della danza contemporanea è il franco-albanese Angelin Preljocaj, a Venezia con Eldorado (Sonntags Abschied) da un brano di Stockhausen (20-21 giugno Malibran); Wayne McGregor e la sua Random Dance of London con lintelligenza artificiale di Entity (20-21-22 giugno alle Tese); Susanne Linke, una delle stelle del teatro-danza tedesco, il 24-25 giugno al Piccolo Arsenale con Schritte Verfolgen II - reconstruction. Fra gli italiani, oltre alla Lucenti troviamo la Spellbound di Mauro Astolfi, lassolo onirico Chain of Feathers di Mauro De Candia, La bambola di carne di Letizia Renzini, ballerina di Virgilio Sieni, ispirata al film di Lubitsch, Marina Giovannini. (r.l.)