12 agosto 2006 —
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sezione: Economia
ROMA. Sulle ali dellincredibile escalation messa a segno dal titolo Tenaris in Borsa, quasi raddoppiato di prezzo negli ultimi 12 mesi, la famiglia Rocca, vola, con 11 miliardi di euro, al top della classica dei Paperoni di Piazza Affari. La multinazionale dellacciaio e dellimpiantistica (quotata anche a New York, Londra, Buenos Aires e Città del Messico) ha permesso infatti alla famiglia italo-argentina, che la controlla al 60,45%, di salire sopra agli 11 miliardi di euro di valore di Borsa. I Rocca surclassano così i Benetton (8,2 mld), Leonardo Del Vecchio (7,2 mld) e la famiglia Berlusconi (6,2) che nellagosto 2005 le stavano davanti.
Ma il vero Paperone del listino resta lo Stato: lamministrazione centrale (Tesoro, Cassa depositi e prestiti, Inail, etc.) vale 46,8 miliardi, mentre gli enti locali aggiungono altri 8,3 miliardi.
Entrando nel dettaglio della classifica, i quattro fratelli di Ponzano Veneto, che si aggiudicano il secondo posto, hanno visto crescere il loro valore di borsa da 7,5 a 8,2 miliardi, grazie allapprezzamento della partecipazione in Autostrade e al recupero di Benetton group.
Rispetto a un anno fa, la famiglia veneta ha in più in portafoglio una quota del 5% in Rcs e una minore nellAeroporto di Firenze. In terza posizione Leonardo Del Vecchio, che, sospinto dallascesa di Luxottica e di Beni Stabili, oggi in piazza Affari vale 7,2 miliardi contro i 6,5 di un anno fa.
Arretra in quarta posizione Silvio Berlusconi, che al contrario ha perso terreno: linsieme delle sue partecipazioni in società quotate è sceso, in 12 mesi, da 6,75 a 6,3 miliardi, un calo determinato in primo luogo da una flessione di Mediaset. Dietro Berlusconi, la famiglia Boroli-Drago, proprietaria della Deagostini, che in borsa possiede Toro (in via di cessione a Generali), Lottomatica, Antena3 (in Spagna) e quote minori in Valentino e Marzotto, per un totale di 5,7 miliardi di euro (+50% su un anno prima).
In leggero arretramento Ernesto Bertarelli, romano-svizzero proprietario della Serono (4,7 miliardi, -9% sul 2005) mentre in grande ascesa è Romain Zaleski, il finanziere franco-polacco che ha rimpiazzato nel suo portafoglio la Edison con quote importanti in Generali, Banca Intesa e FonSai, ma cavalcando con eccezionale tempismo la vicenda Arcelor-Mittal, diventando socio di peso prima delluna e poi dellaltra.
New entry nel club delle famiglie, con un valore superiore al miliardo sono i fratelli Moratti (3 miliardi), mentre risale Luigi Zunino a 1,5 miliardi grazie al rialzo della partecipazione in Mediobanca, che ha beneficiato anche un altro immobiliarista, Danilo Coppola (860 milioni).
Brusca frenata per Stefano Ricucci, che nella classifica del 2005 figurava al 12º posto con una valorizzazione personale di borsa di 1,468 miliardi di euro, e compare ora solo per le partecipazioni (25 milioni) detenute attraverso la quota in Hopa, dove Chicco Gnutti conserva un valore di poco superiore ai 100 milioni.
Presenti, al 33º posto, anche gli eredi di Giovanni Agnelli con una capitalizzazione complessiva di 489 milioni, contro i 136 milioni degli eredi di Umberto e i 143 milioni del ramo Nasi della famiglia.
Al 42º posto Carlo De Benedetti (432 milioni), mentre Marco Tronchetti Provera con la sua quota in Camfin (che a valle guida la filiera di società che controlla Telecom Italia) vale in borsa 160 milioni, occupando il 70º posto in classifica.
Nel club dei miliardari cè anche Muhammar Gheddafi, che con la Lafico e le altre finanziarie libiche vale 1,1 miliardi, grazie al rialzo delle quote detenute in Capitalia e Fiat. Forte anche il recupero di valore del complesso delle partecipazioni (quasi tutte bancarie) detenute dalle Fondazioni, che tutte insieme valgono 27,6 miliardi, il 30% in più di un anno prima.