ROMA. Cinquemila scout di tutto il continente: ragazzi tra i 16 e i 22 anni che si daranno appuntamento in Italia per parlare di Europa, pace, collaborazione tra i popoli, ambiente, futuro, servizio e molte altre cose. Levento si chiama Roverway 2006 ed è organizzato dalle due associazioni scout italiane: Agesci (cattolica) e Cngei (laica), riunite nella Fis, la Federazione italiana dello scoutismo. Ieri a Firenze cè stata la presentazione ufficiale: dal 6 al 14 agosto sarà un grande campo mobile articolato in cento «route» che percorreranno in lungo e in largo lItalia, prima di concludersi a Loppiano, vicino a Firenze. «Ognuna delle cento route sarà composta da 50 ragazzi provenienti da tutta Europa - spiegano gli organizzatori - A seconda dellitinerario verranno trattati argomenti come ambiente e natura, storia e tradizioni, arte e cultura, politica e società, scienza e tecnologia. La route è lo strumento educativo dei rover, e cioè i più grandi degli scout: un campo mobile in cui i giovani imparano a conoscere se stessi, gli altri e il mondo che li circonda, mettendosi alla prova. Il motto del Roverway 2006 è Dare to share e cioè osare la condivisione: vogliamo promuovere la conoscenza tra giovani di diversi paesi».
Lorganizzazione del Roverway prevede dieci cerimonie di apertura in altrettante città italiane: Milano, Torino, Venezia, Bologna, Pisa, Roma. Ancona, Bari, Napoli, Palermo. Impossibile descrivere tutte le cento route, ognuna con il suo nome: eccone alcune. In
Lombardia, per esempio, cè «Musa sullonda della Musica»: tra Cremona, Mantova, il Po e il lago di Garda. Tra Vigevano e Pavia cè «Out of the blue: Leonardo», con una full-immersion nei luoghi leonardeschi e discesa in canoa del Ticino. Altri campi mobili in provincia di Milano, Brescia, Bergamo, Varese, Sondrio, Lecco. Si torna a Mantova con la route «Europa Europa!»: il fiume Mincio, le terre dei Gonzaga, lincontro con la comunità Emmaus. In
Piemonte cè la route «Ivrea e il Canavese», nella natura selvaggia tra Dora Baltea e Gran Paradiso; poi altri campi mobili, in Val di Susa, nelle Langhe, in provincia di Cuneo e Torino. In
Veneto si comincia con la route «Identità piccole-piccole: laltopiano dei Cimbri», ad Asiago. Poi «Storia e tradizioni»: da Bassano del Grappa lungo il Brenta, incontrando tutti i paesi di montagna. E ancora «Dolomiti Bellunesi», partendo da Feltre fino al massiccio del Grappa. Le altre route si chiamano «Dolomiti trentine: Sassolungo e Sella» oppure «Alto Vicentino: Schio, Santorso e Marostica». Forse ancora più fascinosa la route «Dalla laguna a Venezia»: partenza in canoa da Quarto dAltino, scoprendo cultura, arte, storia e tradizioni. Unaltra route è «Verona, monte Baldo e Garda», mentre il percorso «Dai Colli Euganei al mare» toccherà Padova, Ferrara e Mantova. In
Trentino Alto Adige il campo mobile si chiama «Sul fronte della Grande Guerra», tra il Pasubio e Rovereto. In
Friuli Venezia Giulia due route gravitano su Trieste, tra il capoluogo, le Foibe e la Slovenia. In
Emilia Romagna le route toccano lAppennino tra Bologna e Firenze e tutto il Ravennate. «Le Case della Carità» parte da Reggio Emilia e arriva sullAppennino Modenese. «Il Lago Santo» tocca Modena e Reggio Emilia. «La via Francigena a Fidenza» ripercorre i percorsi dei pellegrini, passando anche da San Miniato. «Fossoli e Carpi» riporta ai tempi della 2ª Guerra Mondiale. In
Toscana le route toccano Pisa («Scoprendo David»), Firenze, il Pistoiese, le Apuane massesi («Le Cave di Michelangelo»), Siena («SantAntimo e le Crete senesi»). In
Umbria Assisi, Todi e la Val Nerina. In
Lazio, Roma, Montecassino, il Terminillo. Nelle
Marche I monti Sibillini, Ascoli Piceno, Urbino e il Montefeltro. In
Abruzzo cè «Cafoni dItalia: Fontamara e la gente di Ignazio Silone»: LAquila, San Demetrio, Pescara, Roccamorice. In
Campania cè «La via dei limoni: Positano». Ma le route interesseranno anche
Liguria, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia. E rimasta fuori solo la Sardegna.
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Paolo Fizzarotti