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Le Borse in forte calo, bruciati 145 miliardi

 MILANO. Giornata nera sulle principali piazze finanziarie europee. In una seduta segnata dalle parole del neopresidente della Federal Reserve, Ben Bernanke - pronto ad assestare l’ennesima stretta alla politica monetaria americana in caso di crescita dell’inflazione - i mercati del Vecchio Continente hanno visto andare in fumo 145 miliardi di euro di capitalizzazione, colpiti dai titoli minerari, finanziari e del trasporto aereo, in un clima di generale difficoltà. A un’ora dalla chiusura l’indice Dow Jones, che lunedì aveva perso l’1,77%, resta sotto gli 11mila punti, -0,97%. Il Nasdaq cede lo 0,8%.
 In Europa, a fine contrattazioni, lo Stoxx 600 e l’Euro Stoxx 50 - l’indicatore di riferimento per le aziende dell’area della moneta unica - hanno ceduto il 2% malgrado l’apertura in calo, a New York, del costo del greggio sceso dell’1,7% a quota 71,40 dollari al barile. Sulle Borse continentali, come da qualche settimana a questa parte (nel mese di maggio il Dow Jones Stoxx 600 ha lasciato sul terreno il 5,3%) hanno pesato, in maniera determinante, i timori per una nuova stagione di rialzi del costo del denaro da parte della Fed. «L’economia statunitense - ha spiegato il numero uno della Banca Centrale - è in una fase di transizione e le spese al consumo segnano un rallentamento» mentre l’inflazione appare muoversi sulla fascia massima tollerabile. «Se questi livelli saranno ancora sostenuti - ha sottolineato - non potranno più essere considerati come compatibili con la stabilità dei prezzi. L’economia in fase di transizione richiede una politica monetaria attenta agli sviluppi dell’outlook economico», in linea con le indicazioni che emergeranno dai prossimi dati macroeconomici tanto che un esame specifico sarà riservato «all’inflazione e ai suoi sviluppi a medio termine». Considerazioni che lasciano aperta la porta a un rialzo dei tassi di interesse a partire già dal prossimo appuntamento del Federal Open Market Committee del 28-29 giugno. A Piazza Affari, anch’essa negativa, spiccano i rallentamenti delle aziende energetiche, con Tenaris in flessione del 5,2%, Saipem del 4,4% e Eni del 2%, quello di Alitalia (-4,7) e quelli delle banche con Mediolanum a perdere il 3,5%, Mediobanca il 3,25, Fideuram il 3, Capitalia il 2,5, Mps il 2,4, Intesa il 2,3 e Unicredit il 2,2. Segno meno per le assicurazioni - Generali è arretrata del 2,5, Alleanza del 2,4, Fondiaria-Sai il 2,8 e Ras il 3 - e per i titoli media frenati da Seat (-2), Mediaset (-2,15) e Mondadori, scesa del 2,9. L’andamento delle piazze finanziarie: Londra -1,60; Parigi -2,40; Francoforte -2,11; Milano -1,85; Madrid -1,56; Amsterdam -1,91; Zurigo -2,19.