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Fuga verso le città E nelle megalopoli saremo otto miliardi


All’inizio del secolo scorso, solo il dieci per cento della popolazione mondiale viveva nelle grandi città. Oggi ha già superato la quota del 50 per cento e per il 2050 le previsioni dicono che i tre quarti degli abitanti del pianeta - 8 miliardi di persone - popoleranno le megalopoli, mentre appena un quarto vivrà nel resto del territorio. E’ intorno a questi dati in parte agghiaccianti per le loro conseguenze sociali e di pianificazione urbana, che è costruita la decima edizione della Biennale Internazionale di Architettura di Venezia - presentata ieri a Roma, in una sala dei Musei Capitolini - che si svolgerà dal 10 settembre al 19 novembre, concentrata tra i Giardini di Castello e l’Arsenale, ma con una propaggine importante anche nel Sud Italia. Città. Architettura e società - questo il titolo della Biennale Architettura, diretta dall’architetto e urbanista britannico Richard Burdett - tenterà di analizzare i problemi e le possibili soluzioni che le città globali, con una popolazione in continuo aumento, attualmente affrontano: dai problemi dell’emigrazione alle incognite della crescita, dall’evoluzione della mobilità, alla ricerca dello sviluppo sostenibile. In particolare, verrà esaminato il ruolo degli architetti e dell’architettura nella realizzazione di contesti urbani democratici e sostenibili, e i loro collegamenti con la politica degli interventi, le azioni di governo e la coesione sociale. «Siamo partiti dalla constatazione - ha sottolineato il presidente della Biennale Davide Croff - che il grande problema del Pianeta è il progressivo inurbamento della popolazione. Quindi il nostro scopo è avanzare proposte, indirizzi, se non addirittura soluzioni». La mostra proporrà nelle Corderie dell’Arsenale, attraverso proiezioni di filmati inediti, fotografie e grafici, un allestimento con le esperienze urbane di 16 grandi città del mondo: Shanghai, Bombay e Tokyo in Asia, Caracas, Città del Messico, Bogotà, San Paolo, Los Angeles e New York nelle Americhe, Johannesburg, Il Cairo, e Istanbul in Africa e nell’area del Mediterraneo, città europee come Londra, Barcellona, Berlino e Milano-Torino. La Biennale esporrà anche nuovi progetti architettonici e urbani: nel Padiglione Italia ai Giardini la visione dell’intervento urbano sarà analizzata da un progetto di 12 istituti di ricerca internazionali, mentre un ciclo di workshop ed eventi collaterali saranno proposti dalle partecipazioni di 50 Paesi, tra cui l’Italia, per la prima volta ospitata nel nuovo Padiglione nella prima Tesa delle Vergini all’Arsenale. In conclusione, la mostra internazionale proporrà un manifesto per le città del 21º secolo. Due, inoltre, saranno le sezioni collaterali della mostra, entrambe realizzate nell’ambito del progetto «Sensi contemporanei», nato dalla collaborazione tra la Biennale, i ministeri dell’Economia e dei Beni Culturali e le Regioni del Sud d’Italia. La prima, aprirà al pubblico il 10 settembre, alle Artiglierie dell’Arsenale. Curata da Claudio D’Amato Guerrieri, Città di pietra - che presenterà anche un obelisco innalzato di fronte alle Artiglierie - comprenderà tre esposizioni e si concentrerà sulle città del Mediterraneo, da Alghero a Salonicco, da Alessandria a Tirana, fino alle architetture delle isole greche. La seconda sezione, invece, si occuperà delle Città-porto, portando la Biennale Architettura a a Palermo dal 15 ottobre al 14 gennaio 2007. La mostra, curata da Rinio Bruttomesso, verrà allestita in tre diverse sedi del capoluogo siciliano. La premiazione della Mostra di Architettura si svolgerà solo a novembre e comprenderà anche il progetto delle sezioni collaterali, con due premi specifici: il Leone di pietra per l’evento veneziano e il Premio di architettura Portus per quello palermitano. Previsti anche quattro concorsi di progettazione per la riqualificazione di altrettante aree del Sud: Punta Perotti, priva del suo “mostro”, sul lungomare di Bari: il porto di Crotone, dove sarà realizzato un museo; le Latomìe di Siracusa: l’isola di Pantelleria.
- Enrico Tantucci