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Unipol vende Bnl e guadagna 80 milioni


 ROMA. Finale a sorpresa, orchestrato da Guido Rossi, per l’Opa su Bnl. Dopo l’ulteriore bocciatura di Bankitalia, l’altro giorno, l’istituto bancario romano non sarà scalato da Unipol ma dai francesi di Bnp Paribas ai quali il gruppo assicurativo delle Coop ha venduto le quote Bnl ottenendone soldi e un’esclusiva di cinque anni per i prodotti assicurativi di Bnl Vita, fondi pensione compresi. Una enorme operazione finanziaria conclusa in fretta, senza troppi intermediari, gradita al mercato e al mondo bancario, compresa Bnl.
 Meno soddisfatti gli ambienti politici del centro destra. La Lega non gradisce l’arrivo degli stranieri. Forza Italia non apprezza la scelta industriale di Unipol di concentrarsi sull’attività assicurativa.
 I termini dell’accordo fra Parigi e Bologna sono semplici. Unipol vende ai francesi il 14,67 per cento di Bnl, in cambio ne avrà 1,321 miliardi di euro, con un guadagno di 81 milioni di euro rispetto a quanto speso finora e, con il 51% del capitale, il controllo di Bnl-Vita. In più, per cinque anni, Unipol avrà un’esclusiva per distribuire, attraverso gli sportelli Bnl, i propri prodotti assicurativi. Per garantirsi la solidità dell’alleanza Bnp Paribas avrà il 4,5 per cento di Holmo, la società che detiene Finsoe attraverso la quale controlla direttamente Unipol. Tutte decisioni ratificate ieri dai consigli d’amministrazione.
 Anche la Banca Popolare di Vicenza vende una parte (circa il 2%) del proprio pacchetto di azioni Bnl ai francesi di Bnp Paribas. La banca di Gianni Zonin cederà 75 milioni di azioni ordinarie Bnl (Bpv ne possiede complessivamente 119 milioni e 88 mila, circa il 3,2% del capitale), ad un prezzo di 2,925 euro per azione.
 L’Opa su Bnl, imposta dalle legge, la farà Bnp Paribas. Ma questo non spaventa Luigi Abete, presidente della Bnl, vicino alla Margherita. Sarà un’Opa non ostile, con molti soggetti già pronti a vendere: gli spagnoli del Bbva, in corsa da mesi per la scalata, cederanno la loro quota del 14,7%. Pronta a uscire a vantaggio dei francesi anche Generali, detentrice del 8,7% di Bnl. Potrebbe guadagnarci anche Hopa, l’ex holding di Chicco Gnutti. Possiede il 4,9% di Bnl. Vendendolo ai prezzi offerti dai francesi potrebbe guadagnare dai 54 ai 50 milioni di euro. Ogni decisione sarà comunque presa dopo aver concluso la trattativa per l’uscita da Olimpia, la società di controllo di Telecom Italia.
 Per Bnl i francesi metteranno in campo 2,925 milioni di euro. Un prezzo superiore a quello fissato per l’Opa Unipol e questo non potrà che portare vantaggio sia alla banca di Via Veneto che agli investitori, sottolinea l’ex presidente della Consob Luigi Spaventa. In più, Bnp Paribas si impegna a rispettare le scelte strategiche e il management di Bnl in modo da «valorizzarne le esperienze in un’ottica di respiro internale» ha dichiarato con soddisfazione il presidente Abete.
 Altri toni negli ambienti politici. Il centro sinistra non commenta e non «giudica», come ha detto il presidente dei Ds Massimo D’Alema. Il centro destra condanna. «Con Bnl un altro pezzo del sistema finanziario italianao passa sotto la colonizzazione transalpina. Beccatevi i francesi e poi non lamentiamoci se l’Italia perde competitività»: è il lapidario giudizio del ministro del Welfare Roberto Maroni, leghista, in sintonia con l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga. «E ora aspettiamoci un’Opa sull’Italia», ha ironizzato.
- Lucia Visca