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«Senza Ferrari addio F.1»

 MONZA. «L’entusiasmo che si è visto a Monza dimostra una volta di più che la F.1 ha bisogno della Ferrari». Jean Todt si inserisce con forza nel braccio di ferro tra il gruppo di costruttori guidati dal presidente della Fiat Luca di Montezemolo e gli attuali gestori F.1, un pool di banche e Bernie Ecclestone, ai quali viene detto esplicitamente: è finita un’epoca, o cambia la sostanza e aumentano le entrate di chi va in pista, oppure organizziamo noi un altro mondiale. La frase, lanciata da Monza dopo un tripudio tutto rosso, il suo effetto lo fa. In effetti per chiunque, Ecclestone incluso, sarebbe difficile pensare di mantenere gli attuali livelli di interesse senza quel fenomeno unico che è il Cavallino rampante. Un team che è prima di tutto un mito globale, senza confini, che incredibilmente riesce a perpetuarsi nel tempo, alla faccia di mode e stagioni.
 Domenica la Ferrari nel Gp d’Italia ha saputo battere anche la noia, quel virus insinuante che sta minando un mondo che realisticamente deve accettare un radicale cambiamento. «A Monza - dice Todt - c’era il mio amico regista Luc Besson. Gli ho detto che se anche avessimo voluto inventare una scenografia più bella ed emozionante per il film della corsa, non ci saremmo riusciti. L’ho detto anche alla squadra, nel debriefing. Quello che si è visto è incredibile perchè la Ferrari ha dimostrato tutta la sua determinazione, la sua capacità di non mollare mai. Anche quando Barrichello si è trovato in difficoltà nel superare i tre avversari che dopo il cambio di gomme, dalle intermedie a quelle da asciutto, si era ritrovato davanti. O quando Schumacher si è ritrovato 15º. Alla fine i conti sono tornati. Grazie a due piloti fantastici, e mi fa molto piacere che Rubens abbia vinto la prima gara della stagione. Per lui abbiamo cambiato strategia, scegliendo una tattica molto aggressiva per consentirgli di sorpassare. La sua uscita al primo posto dopo la terza sosta proprio nel momento in cui le telecamere inquadravano il sorpasso di Michael a Button per il secondo posto è stato un fotogramma straordinario. Ma ripeto, sono due piloti fantastici che lavorano in una squadra fantastica, con due macchine molto affidabili e velocissime e soprattutto con delle gomme, le Bridgestone, che sono state il fattore più importante per la doppietta. Il quarto tempo più veloce in gara della Sauber di Giancarlo Fisichella conferma che erano le gomme migliori.
 Sulla strategia di Barrichello, Todt spiega che si era visto che con pneumatici da asciutto Schumacher era più veloce degli avversari ma che i sorpassi sarebbero stati difficili: «In quel momento comunque c’era poco da perdere. Bisognava provarci». Todt si infastidisce quando qualcuno fa notare che forse a Monza la Ferrari ha dimostrato in maniera più forte che mai il proprio potenziale.
 «Strana domanda. Abbiamo preso 234 punti su 270 disponibili e abbiamo fatto otto doppiette. Mi pare che il potenziale fosse stato già dimostrato».
 Chi ha scelto le gomme per lo start? «I piloti. Rubens si sentiva più tranquillo con le intermedie, partendo in pole position. Michael ha scelto le altre per avere due opportunità a livello di squadra. Alla fine si sono rivelate due scelte giuste comunque».
 Senza il testacoda, avrebbe però vinto Schumacher. «Io sono molto contento che abbia vinto Rubens: 13 vittorie a 0 suona peggio che un 12 a 1». Barrichello ha detto che sarebbe stato meglio rientrare ai box per le gomme da asciutto almeno un giro prima: «Alla fine della gara è facile dire cosa sarebbe stato meglio fare. In gara il ritmo è molto intenso e le decisioni devono essere rapidissime. Poi sì, era meglio entrare prima, il tempo perso nel quinto giro è stato molto. Lì è stato cambiato anche qualcosa nell’assetto e il risultato si è visto, nonostante avessimo temuto di non farcela. La gente ci ha dimostrato riconoscenza, ci ha fatto festa per i 701 Gp. C’erano tanti motivi per esserci, nonostante il brutto tempo».
 Sì, la F.1 ha davvero bisogno del Cavallino.
 Trulli. Alcuni giornali inglesi ieri hanno dato risalto alla notizia secondo cui i rapporti tra Jarno Trulli e Flavio Briatore dopo il deludente Gp d’Italia si sono fatti così tesi che la Renault avrebbe intenzione di rinunciare a Trulli per le ultime tre gare del campionato (Cina, Giappone, Brasile). Non solo: secondo queste indiscrezioni, la scuderia francese potrebbe avvalersi di un nome d’eccezione: Jacques Villenueve.
 Queste voci non solo non sono state confermate dal team francese, ma sono state addirittura smentite. Dal canto suo, anche il manager di Trulli ha confermato che la Renault al riguardo non ha comunicato alcunchè al pilota. Resta però il fatto che i rapporti tra Trulli e Briatore sono ulteriormente peggiorati dopo il Gp di Monza, dove Trulli non è andato al di là del 10º posto (e Alonso si è ritirato in seguito a un suo errore). Una situazione da separati in casa che non aiuta la classifica della Renault, ma che sta anche pesantemente inquinando l’immagine del pilota abruzzese.