ARCHIVIO

Senza Titolo


Un grazie di cuore
a Padova e al Dams

 Vorrei che il mattino pubblicasse questa mia lettera perchè pur non vivendo a Padova, in questa città ho degli affetti che di tanto in tanto vengo a visitare. Casualmente mi sono trovata a passeggiare per Piazza dei Signori la sera dell’8 luglio, intorno alle 22 e subito sono stata colpita dal numero di persone che affollavano la piazza. Incuriosita mi sono avvicinata e ho scoperto cose che neppure sospettavo.
 Non sapevo infatti che anche a Padova esistesse il Dams e non mi sarei mai aspettata che gli studenti universitari che lo frequentano avessero indetto una manifestazione «Messieurs Dams» per portare fuori dall’ambito accademico il frutto dei loro lavori svolti nel campo della fotografia, del teatro, della musica e della danza. Ad ospitare questo happening di due giorni il palazzo della Gran Guardia, che con l’occasione ho potuto finalmente visitare. Con fatica, data la moltitudine di visitatori, mi sono addentrata nel loggiato per poi raggiungere la Sala del Palazzo. Sono rimasta incantata. I ragazzi trafelati correvano ovunque, ad ogni spettacolo cambiavano la scenografia del palcoscenico allestito nella Sala. Gli spettacoli si susseguivano vorticosi, tutti di altissimo livello. Il loggiato pullulava di fantastici pannelli, pieni zeppi di foto scattate con vero talento dai ragazzi. Una grande vela appesa dal Palazzo alla Torre dell’Orologio dipingeva il cielo di arancione rendendo il tutto ancor più suggestivo.
 Devo dire che allo stupore è seguito immediatamente l’apprezzamento. Se fossi stata una semplice turista avrei pensato che Padova è proprio una bella città da visitare. Una città che sa proporre la cultura in chiave originale e raffinata. E siccome mi sento anche un po’ padovana sono stata davvero felice di vedere che finalmente anche il mondo accademico si lascia alle spalle un po’ di ottusa e retrograda rigidità per dare visibilità al lavoro serissimo e meticoloso dei suoi studenti. Spero che Padova continui su questa strada. Ritengo questa manifestazione riuscitissima: finalmente la città respira, finalmente la città vive! Grazie Padova, grazie Dams.
Lucia Tabbiani Brescia

Un conflitto d’interessi
che non si vuole risolvere

 Entro agosto (?) si dovrebbe sistemare la legge sul conflitto d’interessi, ma giunge un dubbio. Adesso che il ministro Tremonti si è dimesso, Berlusconi si mette in prima persona al comando del ministero del tesoro, anzi con l’interim all’economia (fino alla fine legislatura).
 Ecco che cosa controllerà e passerà sotto di lui: Alitalia spa - Enel spa - Eni idrocarburi - Finmeccanica difesa, aeronautica, spazio, elettronica - Anas gestione autostrade - Cassa depositi prestiti spa finanziari - Cinecittà holding spa produzione e distribuzione - Coni servizi spa acquisti pubblica amministrazione - Enav spa assistenza e controllo traffico aereo - Eur spa ente esposizione universale di Roma - Ferrovie dello Stato spa - Fintecna finanziaria per i settori industriali e dei servizi - Ist. Poligrafico e zecca dello stato - Italia lavoro spa agenzia sviluppo occupazione - Patrimonio dello stato spa gestione beni pubblici - Poste italiane spa - Rai holding spa - Sace spa servizi assicurativi commercio estero - Sicot Srl servizi immobiliari - Sogesid spa sicurezza impianti e scorie nucleari - Sviluppo Italia spa agenzia nazionale per sviluppo d’impresa e attrazione di investimenti. Patrimonio da 190 miliardi di euro.
 Dopo aver letto questo, a cosa può servire il conflitto d’interessi a Berlusconi che è tutto in mano sua e controlla, di fatto, le aziende a partecipazione statale.
Lettera firmata Padova

Mercato della frutta
in Prato della Valle

 Abbiamo letto sul mattino la lettera del signor Guerreschi il quale dichiara, che negli anni 1997-1998, aveva proposto e ottenuto l’attivazione di un mercato di frutta e verdura il giovedì in Prato della Valle e che quest’ultimo era stato tolto per le pressioni che gli ambulanti avevano fatto all’allora assessore al commercio, ing. Boschetti.
 Vorremmo precisare anzitutto, che il mercato ebbe inizio in ottobre del 1996 e sospeso in dicembre dello stesso anno, non per le pressioni fatte all’assessore, ma con l’ordinanza 2093 del 18/12/1996 emessa dal Tar del Veneto su ricorso fatto dagli ambulanti di Piazza delle Erbe, Piazza della Frutta e Consorzio il Salone.
 Molto probabilmente, un nuovo mercato in Prato della Valle si vorrebbe portasse la firma del sindaco Zanonato, visto che negli ultimi cinque anni il signor Guerreschi, consigliere comunale nelle fila della maggioranza (Insieme per Padova poi Forza Italia) con l’amministrazione Destro, forse colto da amnesia sia stato ben lungi dal riproporlo.
Gianni Cinetto e Roberto Rigon dell’Associazione «La Piazza»

Chiediamo per Monselice
un confronto politico leale

 Si può vincere senza essere vincitori. E’ quanto emerso dal risultato elettorale delle amministrative di Monselice. Fabio Conte ha governato per 5 anni, ha utilizzato 8 milioni di euro di mutui (raddoppiando il debito del Comune) per opere pubbliche mirate, ha elargito varianti, ha fatto una campagna elettorale basata su paure e falsità, si è avvalso di volantini infamanti, ha fatto apparentamenti naturali (Lega Nord) e sorprendenti (G. Belluco): eppure solo 1/3 degli aventi diritto ha deciso di votarlo ed ha vinto di soli 56 voti.
 Sentirlo il giorno dopo affermare «Monselice mi ama», riconferma l’unica capacità sviluppata da Conte in cinque anni di governo: quella del travisamento demagogico dei fatti. D’altra parte, negare l’evidente dandone un’interpretazione «addomesticata», è pratica abusata, anche a livello nazionale, da tutto il centrodestra e da F.I. in particolare. Più che la vittoria, Conte ed i suoi sostenitori hanno festeggiato lo «scampato pericolo». Ora, al fine di evitare, forse più a se stessi che agli elettori, qualsiasi riflessione per il modesto risultato, e allo scopo di alimentare i «giochi di guerra», da sempre negati ma oggi più evidenti che mai nel centrodestra, si cerca di ridimensionare lo straordinario risultato di Francesco Corso e della sua coalizione, vaneggiando di possibili trasferimenti di voti da An e da altre formazioni politiche avverse a Conte.
 Noi non abbiamo la capacità di controllo dei voti e, dato che non avevamo militanti ed amministratori in carica tra i presidenti di seggio, ci dobbiamo basare sulla semplice lettura dei numeri: lo scarto dei voti tra Franco Frigo, candidato del centrosinistra per la Provincia e Francesco Corso, è sull’ordine di qualche decina a favore di quest’ultimo. Il flusso naturale e lo spostamento fisiologico che si registra tra Provinciali e Comunali non è così rilevante come si vuol far apparire. Alla luce di ciò, non abbiamo timore di affermare che, con fortissima probabilità, i voti assegnati a Corso, sono prevalentemente i voti attribuiti alla proposta del centrosinistra. Suggeriamo a Conte e soci di cercare il coraggio e l’umiltà di leggere in modo realistico anche il dato del seggio di San Cosma, dove non sono i «voti di An» che si trasferiscono dall’altra parte.
 Provi Conte a chiedere agli imprenditori agricoli ed artigianali, violentati da un tracciato di elettrodotto posto nelle vicinanze delle loro abitazioni e luoghi di lavoro, solo per salvaguardare la villa di un suo sostenitore, cosa votavano e cosa hanno votato alle Comunali?! Scoprirà che ci sono decine di cittadini, politicamente orientati verso il centrodestra che si sono visti presi in giro e abbandonati dal loro Sindaco e, senza esitazione, hanno espresso la loro preferenza per un candidato come Francesco Corso da sempre coerente in questa battaglia contro l’arroganza dell’Enel. Altro che tradimento di An: questo è uno dei tanti schiaffi morali dei suoi concittadini. Si puo’ perdere senza essere sconfitti. Quando la metà dei votanti sfugge al martellamento propagandistico, non si fa condizionare dagli interventi amministrativi «mirati» e con forte convinzione, premia la proposta di una coalizione e ripone fiducia in un candidato, è oggettivamente difficile parlare di «sconfitta». Solo il profondo rispetto per la legge elettorale ci spinge ad accettare che lo scarto di qualche decina di voti porti le due coalizioni su piani assolutamente non equivalenti.
 Può sembrare un’affermazione retorica, ma serve a ribadire che non ci sentiamo per nulla «inferiori» o ridimensionati dal risultato elettorale. Anzi, proprio su queste forti basi di consenso, intendiamo sviluppare il nostro agire politico e sociale, fuori e dentro al Consiglio Comunale. Agiremo sempre per il bene del paese, in relazione con i cittadini e le loro espressioni associative.
 Ora che la campagna elettorale è finita, chiediamo che il centrodestra trovi, se conosce ancora il significato dei termini, il coraggio di confrontarsi lealmente sulle cose serie, sulle proposte reali. Confidando che l’epoca dei volantini anonimi, della denigrazione e della distorsione della realtà sia conclusa e che autori e sostenitori di questa prassi infamante siano presto isolati e puniti dagli elettori di Monselice.
Francesco Miazzi Consigliere Comunale dei Verdi-Lista del Girasole