ARCHIVIO

«Quelle fidejussioni sono falsificate»

 CIVITANOVA MARCHE. «Come Sbc Spa siamo completamente estranei alla vicenda delle fidejussioni sportive, perchè non le abbiamo mai emesse, nè abbiamo incassato premi. Quelli di cui si parla non sono documenti della nostra società». Lo ha affermato con forza l’attuale amministratore unico della Sbc Spa - con sede legale a Milano - Franco Jommi, 42 anni, nella sede operativa della società a Civitanova Marche in provincia di Macerata. Nei giorni scorsi la Figc aveva precisato che per ottenere l’iscrizione al campionato Roma, Napoli, Cosenza e Spal avevano presentato fidejussioni garantite dalla società Sbc la cui posizione, dai controlli eseguiti dalla Covisoc, era risultata «regolare e ineccepibile». La Federcalcio ha immediatamente attivato il suo ufficio indagini per verificare se nelle garanzie fidejussorie a titolo SBC si configurino «atti di falso». Stessa indagine è stata avviata dalla Consob.
 L’amministratore unico ha annunciato di avere presentato ai Carabinieri di Civitanova Marche una denuncia-querela di sei pagine dattiloscritte, più sette allegati (tra cui l’ atto costitutivo della Sbc e una lettera a Bankitalia) «nei confronti di coloro, attualmente ignoti, che hanno emesso, compilato e sottoscritto le garanzie fedejussorie attualmente depositate presso la Federcalcio in Roma emesse in favore delle società della Roma, Napoli, Cosenza, Spal».
 La denuncia, ha precisato Jommi, affiancato dall’avv. Massimo Di Bonaventura, dovrà far luce su «tutti quei reati che la Procura della Repubblica di Roma vorrà riconoscere nel comportamento e nella vicenda».
 «La richiesta rivolta alla Procura della Repubblica competente - hanno spiegato Jommi e il suo legale - ha per oggetto l’immediato sequestro delle garanzie fidejussorie attualmente in deposito presso la Federcalcio di Roma», in quanto «corpo di reato», affinchè si possa accertare la presunta falsificazione della firma di Cinthya Ruia, che aveva incarichi sociali fino al 18 aprile 2003, data in cui ha presentato le sue dimissioni ratificate il 2 maggio. «La mancanza di autenticità della firma - hanno rimarcato - determina l’ intera falsità della cauzione depositata. In ogni caso, mai ho parlato con dirigenti di Roma, Napoli e Spal. Non so a che titolo abbiano avuto fidejussioni che io non ho mai firmato, nè lo ha fatto la Ruia». L’avv. Di Bonaventura ha preannunciato che presenterà querela anche per conto di Cinthya Ruia, a tutela della ex dirigente. Nella denuncia-querela la Sbc ha chiesto, con riserva, di costituirsi parte civile. Jommi ha quindi precisato di essere azionista unico della Sbc con il 100 % delle azioni (500 mila da un euro ciascuna). Il 24 febbraio 2003 era già stata comunicata l’autospensione alla Banca d’Italia in relazione alle polizze fidejussorie. «Noi - ha ribadito - non abbiamo mai rilasciato le suddette nè a società di calcio, nè di basket (in questa vicenda sarebbe coinvolta anche la Virtus Bologna). Ci limitiamo ad operare nel campo dell’intermediazione dei cambi, investimenti in valuta per i quali siamo autorizzati e vigilati dalla Banca d’Italia. Rispetto alle polizze fantasma siamo del tutto estranei».
 Duro commento da di Victor Uckmar, docente di diritto tributario, che di false garanzie fidejussorie ne ha scoperte tante quando era alla guida della Covisoc. «Rivivo situazioni della mia presidenza - dice oggi Uckmar - Dal’99 i poteri della Covisoc sono stati ridotti, perchè così voleva la Lega. Molte malefatte si fanno per passione: il calcio non ha ancora imparato ad essere impresa ed è travolto da una passione che fa chiudere gli occhi. Cosa sia successo di preciso nel caso SBC non posso essere io a dirlo: ma non è escluso che l’ansia dei calendari abbia causato fretta nella valutazione dei controlli. Il professor Pescatore, attuale presidente Covisoc, è persona seria e preparata: i dubbi se li sarà sicuramente posti. Volontà extra-Covisoc? Ne vedo tante in giro...». Uckmar non entra nel merito della falsificazione delle firme sulle garanzie presentate dai club, ritenendo però verosimile che ora le società coinvolte «rischino di non essere ammesse ai rispettivi campionati». L’ex presidente della Covisoc ci tiene però a precisare che le norme stabilivano ai suoi tempi («e non credo siano cambiate») che a fornire la garanzie fossero istituti di primaria importanza. L’esiguo capitale sociale della SBC - prosegue l’esperto fiscalista - avrebbe potuto crear dubbi su quelle garanzie, ma non so se a sua volta la società o chi per lei si fosse rassicurata. Di certo, di falsi del genere ai miei tempi ne ho scoperti numerosi». Uckmar ricorda di una società che vantava fidejussioni del Banco di Napoli e di Roma, poi svelatesi inesistenti; di un’altra che si riassicurò presso un sedicente agente assicurativo londinese, anch’esso smascherato; e infine di quietanze per versamenti fiscali di un club di B, individuate come false e dunque passibili di denuncia penale oltre che di mancata iscrizione: «Poi tutto andò diversamente - ricorda Uckmar - Il club fu iscritto, sborsando soldi contanti». Da allora, però, qualcosa è cambiato: «I poteri della commissione non sono più gli stessi - ricorda Uckmar - fino a prima del’99 il nostro era un controllo gestionale, entravamo nel merito. Ma con la riforma successiva all’intervento legislativo dell’Ue, alla Lega la situazione risultò troppo pesante. E la Covisoc fu ridotta: ci si limitò a indicare nel controllo di un adeguato equilibrio finanziario per il compimento della stagione in corso».