il caso

di Nicola CesarowMONTAGNANAIn certi punti l'erba arriva all'altezza del sellino, inghiottendo quasi grottescamente bicicletta e ciclista. Non è un caso, dunque, che nei blog e nei siti dedicati al cicloturismo, l'Anello delle Città Murate stia collezionando fin dalla sua nascita una lunga serie di stroncature. Pubblicità negative, che minano la credibilità di un percorso nato sotto ben altri auspici. L'anello Da Montagnana a Este costeggiando il Frassine e toccando manufatti idrici come le Tre Canne, passando per le valli sanvitalesi o le campagne del Vampadore, ma anche per gioielli storici come l'abbazia di Carceri. Il percorso attraversa Este, Montagnana, Ospedaletto Euganeo, Saletto, Urbana, Merlara, Piacenza d'Adige, Megliadino San Vitale, Vighizzolo d'Este e Carceri, oltre alla veronese Bevilacqua. L'anello sfrutta in particolare gli argini dei corsi locali e, ipoteticamente, dovrebbe essere percorribile in quattro ore. Sessantaquattro chilometri di storia e natura, è questo l'Anello delle Città Murate, percorso sui cui la Provincia ha investito 700 mila euro e per cui ha recentemente approvato un altro stanziamento da 700 mila euro, che servirà a completare uno dei tre tratti non ancora ultimati. Impercorribile Peccato che gran parte dell'anello ad oggi risulti impercorribile, e non solo perché non tutti i tratti sono stati dotati di una degna pavimentazione. Su quasi tutto il sentiero, infatti, manca una degna manutenzione. Ecco allora che i ciclisti e i turisti che decidono di affrontare il percorso devono fare i conti con una vegetazione che si è già mangiata gran parte dei tracciati. In alcuni punti, per esempio dall'idrovora Vampadore a Valli Mocenighe fino a Merlara, le biciclette si arenano nel verde infestante - alto fino a un metro - e spesso occorre proseguire a piedi. Due anni fa, quando la trascuratezza era stata evidenziata da alcune associazioni ambientaliste (che avevano fatto pure un esposto alla Corte dei Conti), la Provincia - titolare del percorso - aveva segnalato che la manutenzione era a carico dei Comuni. I sindaci erano caduti dalle nuvole, ritenendo che quella non fosse loro responsabilità, ed evidentemente la convinzione è rimasta tale visto che con la bella stagione l'anello è tornato ad essere impercorribile.Pubblicità negativa Le recensioni negative sull'Anello delle Città Murate non si contano. Quasi tutti i siti di cicloturismo lodano la potenzialità del circuito ma descrivono anche l'effettiva impraticabilità dello stesso, come nel sito molto cliccato magicoveneto.it: «Fuori portata sono in particolare i lunghissimi rettilinei sull'argine del Fratta (più di 10 chilometri), abbastanza erboso per la trascuratezza nella manutenzione, senza alcuna alberatura e senza alcun posto sosta e ristoro (e anche senza nessuna casa o insediamento abitato), tra il ponte di Castelbaldo e il ponte di Valli Mocenighe ed anche fino a Tre Canne; diventano micidiali per i bambini e i ciclisti non allenati a sopportare questo tipo di situazione». E si sa quanto, oggi, le recensioni web siano strumenti fondamentali per la promozione turistica.