Lo zar Oleg Antonov e l’argento nato tra le case di Loreggia

di Giusy Andreoli wLOREGGIA «Bravi comunque, l'argento c'è», dice Laura Michielon, la moglie di Oleg Antonov, il numero 16 della Nazionale italiana di volley che ieri ha disputato la finalissima con il Brasile alle Olimpiadi di Rio. Laura ha seguito la gara in casa dei genitori, in via Boscalto Est, a Loreggia. Con lei la mamma Antonella e il papà Luigi. E naturalmente le due figliolette di Laura e Oleg, che, come portafortuna, hanno indossato la maglia numero 16. La più grandicella, due anni a settembre, nel vedere il papà in tv allunga la manina quasi a volerlo toccare. «Dài papà», lo incita. Oleg Antonov pare avvertire quel richiamo, perché guarda dritto verso la telecamera che riprende la sfida. Sono state due ore di sofferenza, ma anche di entusiasmo e di tifo in casa Michielon. Purtroppo l'oro è sfumato. «Bravi comunque», ripete Laura. «Quella azzurra è una squadra bella, affiatata e orgogliosa, che la medaglia se l'è meritata. Sicuramente un argento voluto e vinto con il cuore. Certo, un atleta non si accontenterebbe mai e giustamente pretende il massimo. Penso, però, che debbono essere soddisfatti di tutto il percorso che hanno fatto. La medaglia c'è, non capita tutti i giorni di essere protagonisti all'Olimpiade. Sicuramente c'è il rammarico per l'oro mancato. Ma da spettatrice esterna so che in una gara a due uno deve vincere e l'altro perdere». Non manca una considerazione: «L'Italia si è trovata a giocare contro l'avversario di casa, anche quello ha contato», ammette Laura, «ma secondo me anche gli arbitri non sono stati corretti sino in fondo. Forse sono alibi, loro erano forti». Adesso Laura attende il ritorno del suo Oleg. Domani arriverà a Loreggia, dove tutti l'aspettano per festeggiarlo. La stessa sera, alle 21, l'atleta riceverà un riconoscimento in consiglio comunale, convocato appositamente dal sindaco Fabio Bui. «Sarà una cerimonia semplice, alla quale presenzieranno la società sportiva del Volley Loreggia e tanti cittadini perché sia di stimolo per i ragazzi che praticano lo sport», dichiara entusiasta lo stesso primo cittadino. È la prima medaglia olimpica della storia di Loreggia, e anche se Antonov risiede a Silea, nel Trevigiano, qui è di casa, le sue bambine sono nate all'ospedale di Camposampiero. Nel fine settimana Oleg trascorrerà qualche giorno di vacanza insieme alla famiglia, poi ripartirà per Trento, per riunirsi alla sua squadra, dove gioca nel ruolo di schiacciatore. Laura e le bambine lo seguiranno, come sempre. «La nostra prima figlia il primo volo l'ha fatto a 17 giorni dalla nascita, quando Oleg è andato a giocare a Parigi; la seconda a due settimane, per andare a Trento», ricorda Laura. Da un anno e mezzo Antonov è italiano a tutti gli effetti, avendo preso la cittadinanza il 31 marzo del 2015. Ha così potuto essere convocato in Nazionale insieme ai big del volley, sport che pratica da sempre e che gli ha già regalato dei successi internazionali: l'argento alla Coppa del Mondo nel 2015, il bronzo agli Europei dello stesso anno. Dietro questi risultati c'è tanto lavoro. Ma anche altro. Antonov, infatti, è figlio d'arte: anche il padre Yaroslav vinse con l'Unione Sovietica la medaglia d'argento all'Olimpiade di Seul nell'88. Oggi Antonov senior allena una squadra polacca femminile. Appena può, Antonov torna nella natia Russia con la famiglia a trovare i genitori. ©RIPRODUZIONE RISERVATA