Arrestato un rapinatore cinese accusato di un colpo a Borgoricco

BORGORICCO Beccato a Jesolo un rapinatore cinese, ritenuto responsabile di un paio di colpi messi a segno tre anni fa a Borgoricco e a Solesino. I carabinieri della Compagnia di San Donà di Piave lo hanno fermato senza documenti, hanno incrociato alcuni dati e sono riusciti a rivelare la sua vera identità; l'arrestato deve scontare altri otto mesi di carcere. L'arresto è avvenuto nella serata di martedì, da parte degli uomini dell'Arma della stazione di Jesolo. Nel corso di un servizio di perlustrazione del territorio, gli investigatori veneziani hanno effettuato un controllo all'interno di un ristorante asiatico del lido e, durante le fasi di identificazione, hanno fermato Zhang Jianhua, 40 anni, senza fissa dimora in Italia. Il quarantenne, che non aveva con sè alcun documento di riconoscimento, ha fornito alle forze dell'ordine delle false generalità, ma i militari, per nulla convinti delle sue dichiarazioni, lo hanno fotosegnalato, sottopenendo poi i suoi dati alla banca dati Afis. In questo modo le forze dell'ordine hanno potuto accertare che il cinese aveva fornito una falsa identità ed era ricorso allo stratagemma per tentare di sottrarsi a un provvedimento di cattura nei suoi confronti emesso dalla Procura della Repubblica della Corte d' Appello di Venezia. L'uomo era stato condannato per due episodi, di cui si era reso responsabile nel 2012: una rapina commessa, con dei complici, a Borgoricco e una tentata rapina che aveva cercato di mettere a segno a Solesino. Particolarmente violenta la rapina di Borgoricco, in via Desman: quel giorno Jin Chengxuo, giovane venditore ambulante, era a casa da solo. Era rientrato a casa verso mezzogiorno, si doveva preparare il pranzo. Appena varcò la soglia della sua dimora, si trovò di fronte 4-5 persone vestite in modo elegante. Gente distinta, tra i 25 e i 40 anni, tutti maschi, suoi connazionali. Gli saltarono addosso, lo legarono e imbavagliarono. Si concentrarono poi sull'abitazione: tutte le stanze furono rivoltate, alla fine gli portarono via 250 euro in contanti e il telefono cellulare. Anche l'aggressione a Solesino aveva come obiettivo persone di nazionalità cinese, ma in quell'occasione il colpo era sfumato. Ora l'uomo deve saldare il conto aperto con la giustizia: avendo un residuo di pena di otto mesi, è stato condotto alla casa circondariale di Venezia, e si trova ora a disposizione dell'autorità giudiziaria che ha emesso il provvedimento. (s.b.)