Subito tutto esaurito per la Grande Guerra di nonno Pennacchi

Tutto comincia con il voler riempire un silenzio, quello dei soldati tornati dalla prima Guerra Mondiale, che faticavano a raccontare le atrocità vissute, l'odore di morte penetrato nei vestiti e nei cuori. Poi un nonno importante, come Giuseppe "Bepi" Pennacchi, bersagliere del 30esimo battaglione e tante giornate passate all'archivio diaristico di Pieve Santo Stefano in Toscana, dove sono emersi aneddoti e stori hanno creato uno storytelling unico, è "Trincee: risveglio di primavera", che stasera va in scena per la prima volta al Teatro Filarmonico di Piove di Sacco. Di biglietti non se ne trovano da giorni: questo nuova storia che racconta un pezzo della Prima Guerra Mondiale ha fatto breccia nel pubblico. Lo spettacolo è di Andrea Pennacchi (in foto), sua la scelta di ricostruire attraverso le storie un racconto, sua la scelta di farlo raccontare dal nonno Bepi. Ma "Trincee" è un lavoro di gruppo che comprende l'allestimento scenico creato dalla giovane compagnia veneziana Woodstock Teatro: Pennacchi sarà accompagnato in scena dalle musiche di Giorgio Gobbo (Piccola Bottega Baltazar) e dalle immagini create dal vivo dall'artista Vittorio Bustaffa. «La difficoltà di rimettere insieme delle storie della Prima Guerra Mondiale arriva proprio dalla mancanza di materiale diretto, di persone che raccontino cosa hanno vissuto, un po' per motivi d'età ma anche di cultura del periodo» spiega Pennacchi «per ricostruire ho letto alcuni diari pubblicati da Mursia e ho passato tanto tempo a leggere lettere, raccolte confuse di memorie di chi era stato al fronte, aveva visto i proprio compagni morire, aveva sofferto freddo e fame. Nonno Bepi è diventato il filo conduttore di tutti questi frammenti e stati d'animo, vissuti anche con lo slancio giovanile verso la lotta e la vita». (e.bol.)