Piove guida la rivolta «Separare i ruoli»

PIOVE DI SACCO Capofila della "scuola di pensiero" secondo cui il Consorzio Padova Sud non può gestire l'ufficio del nuovo Consiglio di bacino è il sindaco di Piove di Sacco Davide Gianella, che, alla guida del Comune più popoloso, si propone anche di fornire la sede per il Consiglio e l'iniziale dotazione organica, da condividere poi con gli altri Comuni. «La legge è chiara, regolazione e gestione del servizio rifiuti non possono coesistere nello stesso soggetto» sottolinea. «Ci viene detto che il Consorzio Padova Sud non svolge alcuna attività di gestione operativa dei rifiuti, essendo questa affidata a un soggetto terzo. Tuttavia in tutte le delibere dei consigli comunali di adesione al Consorzio Padova Sud questo viene definito "soggetto gestore del servizio pubblico di igiene urbana intesa come organizzazione e gestione dei servizi di raccolta, avvio, smaltimento e recupero dei rifiuti e la riscossione dei relativi tributi". Inoltre il Consorzio è proprietario al 100% di Padova Tre srl a cui è stata conferita la gestione operativa, in Ati con Sesa, che è posseduta per il 51% dal Comune di Este che è socio del Consorzio, nonché membro del suo Cda. Fargli assumere le funzioni regolatorie del servizio, sarebbe come dare la gestione dell'Autority sull'energia elettrica all'Enel. Evitare questo va nell'unico senso di tutelare gli interessi dei cittadini». «È una questione prima di tutto morale», aggiunge il sindaco di Bovolenta Vittorio Meneghello, «non si può concentrare in un unico ufficio e nelle stesse persone il ruolo di controllore e controllato: chi garantisce trasparenza e legalità? Non possiamo noi sindaci chiedere soldi ai cittadini per pagare gli errori di altri. Con che coraggio parlano di gestione oculata e alta professionalità quando ci vengono a dire che ci sono più di dieci milioni di debito? Il Consorzio è così bravo che oggi chiede a noi questi soldi caricandoli sulla tariffa». Anche il sindaco di Polverara Alice Bulgarello, che dal Consorzio medita di uscire, prende le distanze: «In assemblea il Consorzio ha consegnato ai sindaci il testo della convenzione, facendo pressioni affinché venisse approvato nei consigli comunali e lo stesso Consorzio ha modificato lo statuto senza sentire i sindaci. Alla Regione non hanno mai detto che sono proprietari di Padova Tre e che Este è proprietaria del 51% di Sesa». (e.l.)