"Scusate se esisto!" (e se sono banale)

"Scusate se esisto!". Più che il titolo di un film, sembra una giustificazione preventiva per l'ennesima commedia degli equivoci firmata da un regista italiano. Con l'aggravante della recidiva. Riccardo Milani, già autore di "Benvenuto Presidente!" dove l'uomo qualunque saliva al Quirinale per omonimia, firma la classica operazione costruita sulla verve comica della moglie, nonché sceneggiatrice e interprete principale del film, Paola Cortellesi, con una buona dose di furbizia e un po' di riflessione sociale, annacquata per non rischiare di mettere in funzione il cervello ma sufficiente per denunciare i soliti vizi italiani: dalla fuga dei cervelli al maschilismo del mondo del lavoro, agli scempi urbanistici. Così la storia dell'architetto Serena Bruno che per potersi affermare in Italia deve spacciarsi per l'assistente di un uomo, diventa il paradigma di un paese un po' goffo che finge di essere ciò che non è, ma alla fine ce la fa. Nel gioco di bugie e mezze verità c'è spazio anche per Raoul Bova in versione gay (imbarazzante nel riproporre uno stereotipo che si pensava definitivamente superato) chiamato a reggere la farsa della protagonista. Se poi basta la scenetta del massaggio ai piedi sul tema musicale di "Ghost" per far gridare al miracolo, allora la commedia all'italiana è proprio senza speranza. (Marco Contino) Durata: 106'. Voto: *½