Padova festeggia 85 anni in azzurro Dal flanker Paolin al mediano Chillon

di FABRIZIO ZUPO Padova è azzurra da 85 anni, da sempre. Il matrimonio viene sancito il 20 maggio 1929 a Barcellona: la partita numero 1 della Nazionale giocata contro la Spagna. Un po' perché il previsto debutto con gli allora forti tedeschi apparve prematuro al ct Bellandi (un sovraintendente della Scala innamoratosi dell'ovale guardando il film comico "Io e la palla" con Harold Lloyd), un po' per cementare la nascita della Fira voluta dai francesi espulsi da 5 Nazioni, e pure per battezzare il Montjuic, stadio da 20mila posti e pensato per un'Olimpiade che non arrivò. In Italia la scena è dominata da Roma e da Milano la cui Ambrosiana Inter (i nerazzurri del calcio versione polisportiva) vince il primo scudetto. I due blocchi fanno la Nazionale ma le selezioni non sono prive di difetti. Intanto nel 1927 a Padova era nato il secondo club di rugby della penisola: i Leoni di San Marco che disputano quella prima serie A. Culla del team è il ristorante Ai Veneziani di Prato della Valle rimasto poi sino agli anni Novanta luogo di festeggiamenti del Petrarca e gestito dal mitico Nereo. Chi passasse all'angolo con via Bristot può notare la sopravvissuta targa finto ceramica "Sotoportego dei scudetti" sotto al volto. Torniamo alla Spagna: nei 15 titolari non ci sono padovani, ma al 41' esce la terza centro Balducci (Lazio) e così debutta Giovanni Paolin, numero 8 dei Leoni. Sarà il suo unico cap. Da allora saranno pochi i momenti in cui padovani di nascita o d'adozione non saranno presenti in azzurro. I "buchi" sono quasi tutti d'anteguerra quando l'asse delle metropoli tende a mantenere un monopolio anche politico del rugby. La provincia ovale si riscatterà tardivamente. La storia rugbistica padovana è condizionata da due elementi. Il primo è l'università che mischia le carte della vita di chi approdava per studi e poi è rimasto, ma anche irradia il verbo di questo sport altrove. Sono due universitari che, per sfida, al ritorno a casa (Treviso e Mestre) si battono per chi fonderà per primo un club locale. E allo stesso modo viene esportato il rugby a Rovigo. Il secondo elemento si materializza nel 1955 quando in via D'Acquapendente viene fondato il XV della Polizia: le Fiamme Oro. Volano di talenti, primo club a vincere scudetti a Padova, attira i migliori rugbisti da tutta Italia e i migliori veneti che evitano pure di fare la leva lontani da casa. SEGUE A PAGINA IV