101 modi di morire (anche di noia)

Ancora un ruolo da cane sciolto per Denzel Washington. Se in "2 guns", era un agente della Dea gigione e strafottente, in "The equalizer – Il vendicatore", è un uomo mite, quasi invisibile, che nasconde un passato militare e conduce una vita da monaco, tra libri, tazze di te e un insospettabile lavoro da magazziniere. In un rigurgito eroico-personal-patriottico, al motto di "proteggere e servire", si immola per difendere una giovane prostituta finita in un brutto giro, sfidando la potentissima mafia russa dell'East Coast. Il film di Antoine Fuqua (Training day, il suo titolo migliore finora) ambienta buona parte dell'azione in un grande magazzino in stile Leroy Merlin: sarà per questo che il prodotto finale è un bricolage maldestro di suggestioni cinematografiche che si regge in piedi solo mezz'ora (la prima parte nella quale il "segreto" del protagonista lentamente e ritualmente si dipana): il resto è un brodo allungato che serve solo a far rimpiangere "Jack Reacher" o "La promessa dell'assassino". In generale Fuqua si prende troppo sul serio (un po' di ironia sarebbe stata una mano santa) salvo sconfinare nel ridicolo quando vengono rivelate le doti quasi preveggenti del protagonista, un po' Matrix un po' Spider Man. Più che un thriller, un documentario sul "fai da te": 101 modi per ammazzare i mafiosi russi e vivere felici. (Marco Contino)