Tre new entry, così Padova si rinnova

di Nicola Stievano wPADOVA Con ben tre "new entry" in un colpo solo, alcune piacevoli promozioni e tante conferme la ristorazione padovana, oltre a mantenere una posizione di spicco nel panorama nazionale, esprime freschezza, vitalità e idee nuove nonostante la crisi. Non è un caso che fra i nuovi ingressi nella «Guida de L'Espresso» ci sia proprio un locale aperto da nemmeno un anno e mezzo, "Le Tentazioni" a Villatora di Saonara, su iniziativa di due giovani tornati ad investire a casa nostra dopo essersi fatti le ossa all'estero. Marco Volpin, 28 anni, chef e Daniel Marzotto, 34 anni, maître e sommelier, dopo una lunga esperienza a Londra hanno coronato il loro sogno e aperto un ristorante tutto loro che ha riscosso interesse ed è stato premiato subito con i 14 punti. L'altra novità viene dalla "Corte Sconta" di Este, locale nato dalla passione di Roberto Zanca ed Eriberto Donato che, partendo dall'esperienza all'istituto Manfrefini di Este, hanno dato al loro lavoro anche un forte impegno etico. L'ingresso in guida dell'Aubergine, storico ristorante di Abano Terme, è il giusto riconoscimento ad un lavoro che prosegue da generazioni, oggi con Riccardo Spadaro che può contare sulla presenza in cucina dei genitori Carla ed Enzo. Accanto alle novità locali assume una connotazione internazionale il successo incontrastato della famiglia Alajmo con "le Calandre" ben saldo al vertice della classifica e "la Montecchia" di Selvazzano con i 15,5 punti che gli valgono il cappello. Nel frattempo i fratelli Massimiliano e Raffaele Alajmo hanno messo piede anche in Francia, dove il giovane chef padovano si è formato, con l'apertura del Caffé Stern nel cuore di Parigi. Tornando a casa nostra nel club dei ristoranti eccellenti con 15,5 punti troviamo la conferma del "Lazzaro 1915" di Pontelongo con lo chef Piergiorgio Siviero, allievo di Alain Ducasse, e la promozione di "Storie d'Amore" di Borgoricco per merito del duo Davide Filipetto e Massimo Foffani che conquista mezzo punto in più. Fra i migliori, con 14 punti e mezzo, c'è sempre "La Vit" di Rubano, gestito dal Elian Layousse, ristoratore palestinese cristiano, che ha aperto un suo locale anche in Galilea. Raggiunge lo stesso punteggio, guadagnando mezza posizione, "Il Baretto" di Albignasego di Luciano Cesaro, votato al pesce. Folta anche la pattuglia dei 14 punti: "La Montanella" di Arquà del presidente del Ristorantori Padovani Giorgio Borin, "Boccadoro" a Noventa Padovana diretto da Renato Piovan, colonna portante della ristorazione, "Ai Navigli" di Massimo Biale nel centro storico di Padova e "Al Sasso" a Teolo di Lucio Calaon, ideatore della carta dei vini interamente dedicata ai Colli Euganei. Numerosi anche i ristoranti di qualità che si sono meritati una dettagliata relazione: a Padova l'Enotavola "Godenda", "L'Officina" e "l'Osteria Re Porco", poi "Osterie Moderne" di Campodarsego, "La Tavernetta" di Cinto Euganeo, "Letizia" a Due Carrare, "La Torre" di Monselice, "Hostaria San Benedetto" a Montagnana, "Da Mario" a Montegrotto, "Montegrande" di Rovolon, "Da Marco" a Stanghella, "Antica Trattoria Ballotta" e "La Tavolozza" a Torreglia.