Fanini junior in porta nel nome del fratello

di Francesco Cocchiglia w ASIAGO Era il 2006 quando l'allora diesse sportivo del Padova, Renato Favero, decise di portare in biancoscudato un giovane portiere brasiliano: il provino con la Reggina non era andato affatto bene, e lui, appena diciannovenne, dopo l'esperienza in serie D a Voghera si presentò ai campi di Bresseo dando subito sfoggio di una personalità fin troppo esuberante. Si chiamava Edewin (in alcuni documenti è Edwin), Maria (il cognome del padre), Fanini (quello della madre). A distanza di otto anni, ecco di nuovo un Fanini al Padova, ops, al Biancoscudati Padova. Ma non è Edwin, bensì Endrew, il fratello più piccolo, classe 1995. Proverà a battere il record del fratello maggiore (che rimase 39 giorni in maglia biancoscudata). E se è vero che chi ben comincia è a metà dell'opera, non sarà un'avventura facile nemmeno per lui. Edwin, all'epoca, s'era inventato un biglietto da visita dal risultato assicurato: presentarsi a Padova da perfetto sconosciuto per far accomodare in panchina un certo Andrea Cano. Endrew, bontà sua, se possibile è riuscito a fare di meglio, pur con l'involontaria attenuante di essere stato platealmente scambiato con il fratello nella stesura della lista dei partenti per il ritiro: «Dov'è? Ah, non chiedetelo a me», era stata la risposta imbarazzata del diesse De Poli due giorni fa. Di Fanini s'erano completamente perse le tracce: nessuno sapeva dove fosse. Se avesse preso l'aereo che dal Brasile l'avrebbe portato in Italia, o altro. Fino a ieri. Il "portiere scomparso" arriverà oggi sull'Altopiano, e la telenovela (termine che calza a pennello) – almeno per il momento – dovrebbe chiudersi: è atterrato ieri sera dal Brasile, aveva semplicemente perso l'aereo. Arriverà nel ritiro di Asiago e, se sarà davvero ingaggiato potrebbe, come il fratello, avere a che fare con un certo Cano, dato che voci "incontrollabili" danno il portierone di ritorno pure lui. Il primo problema di Endrew, tuttavia, sarà quello di giustificare la sua breve "latitanza" a Marco Petrin, il suo procuratore, padovano dell'Arcella. Todo jogo, toda vida. I Fanini, sembrano poprio così: guasconi quanto basta, per non dire altro. «In realtà la famiglia materna era di origine veneta e si chiamava Fanin», spiegò Edewin nel 2006 quando arrivò a Padova «ma all'anagrafe sbagliarono. In Brasile si usano i cognomi di entrambi i genitori, ecco perché nella distinta figuro Maria Fanini». Di quell'estate del 2006, con Maurizio Pellegrino sulla panchina biancoscudata, di Edwin a Fanini si ricorda davvero ben poco. Venne ufficializzato il 16 luglio, ebbe solo il tempo di dire: «Salve, sono Edwin Maria Fanini e sono qui per giocare titolare», che Favero lo spedì, il 23 agosto successivo, di filato alla Nocerina, in serie C2. Le novità. Ai Biancoscudati Padova, Petrin ha consegnato anche un altro carioca: Denilton Venturim Junior, per tutti Juninho, che a differenza del conterraneo è con la squadra già da due giorni. Centrocampista classe 1992, con passaporto comunitario (prerequisito fondamentale, visto che in D è concesso il tesseramento di un solo extra), è cresciuto tra le fila del Palmeiras, una delle società più blasonate del Sudamerica. Nell'ultimo mese sembrava diretto alla Lumezzane, ma Padova è sembrata una soluzione congeniale. Sarà invece un tuffo nell'ignoto per Te Atawhai: il neozelandese arriverà nelle prossime ore, e calamiterà di certo l'attenzione. Ieri si è visto anche un nuovo portiere: Marco Vanzato, altro ex Primavera del Padova, si è aggregato ai compagni. Sul campo. Tra arrivi e partenze, prosegue la preparazione dei Biancoscudati sull'Altopiano. Leggero stop, ieri, per Salam Denè a causa di un colpo in allenamento. Sabato sera, alle 19, lo staff e alcuni giocatori, presenzieranno in piazza al saluto alle autorità. Domenica, alle 17, amichevole contro una rappresentativa dilettantistica.