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Referendum sul Veneto autonomo

MESTRINO Decisamente vivace l’ultimo Consiglio comunale a Mestrino. Tema cruciale e di dibatto è stata l’approvazione della mozione per chiedere di indire un referendum (il 6 ottobre) affinché il Veneto diventi autonomo, proposta dal movimento di Indipendenza Veneta e che sta girando per i Consigli comunali. Mestrino l’ha approvata, con il solo voto della maggioranza, perché tra le minoranze c’è chi grida che un simile referendum sia anticostituzionale (in altre sedi c’è già chi risponde che sarà possibile appellarsi alla Corte europea dei diritti dell’uomo e alla Corte internazionale di giustizia, che accettano il diritto all’autodeterminazione dei popoli). «L’abbiamo proposto per dare un segnale forte allo Stato», ha detto il sindaco Marco Pedron, «perché le tasse devono rimanere in misura maggiore in Veneto e nei Comuni. I trasferimenti dallo Stato, sempre più stringati, non ci consentono di mantenere i servizi sociali e aiutare le famiglie in difficoltà». C’è stato poi lo “sgambetto” che la maggioranza ha fatto alla lista di centrosinistra “Vivi Mestrino”: al momento di eleggere i professionisti da inserire nella commissione edilizia integrata, parte della maggioranza ha votato il candidato scelto dal Movimento 5 Stelle. Al che l’assessore Giovanni Tombolato ha tirato fuori un cartello contro il capogruppo di “Vivi Mestrino” Simone Dalla Libera: «Bocciato due volte dai cittadini, più una questa sera». Il presidente del Consiglio ne ha richiesto la rimozione. Contento invece Flavio Pinton, del M5S, perché parte delle sue mozioni sono state accolte. Sul gioco d’azzardo il sindaco ha accettato di chiedere al Parlamento di rendere illegittime le slot machine nei bar. Sì al piedibus per andare a scuola. No al presidio pediatrico a Mestrino, perché vorrebbe dire smantellare quello a Rubano che copre 12 ore di servizio. Cristina Salvato