18 agosto 2012 —
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sezione: Nazionale
PADOVA C’è chi come Maurizio Sacconi è entrato in Parlamento all’età di ventinove anni con il Partito Socialista Italiano e, pur con un lungo intervallo tra il 1994 e il 2006, vi siede ancora oggi che di anni ne ha 62. E chi – come Gian Paolo Dozzo, Stefano Stefani, Paolo Bonazza Scarpa – vi è entrato quarantenne con l’arrivo della Seconda Repubblica e non ne è più uscito. Adesso un senatore dell’Italia dei valori, Stefano Pedica, ha deciso che vanno pensionati tutti i parlamentari di lungo corso. E sul web, sfruttando l’onda dell’antipolitica e la settimana ferragostana, ha lanciato una petizione per lasciare a casa i «cento-sauri» della politica italiana. Boom di contatti su facebook e naturalmente pubblicità gratuita. In cima all’elenco dei brontosauri della politica ci sono Giorgio La Malfa e Giuseppe Pisanu, che hanno 38 anni di anzianità parlamentare. Seguono Mario Tassone (Udc, 34anni), Francesco Colucci (Pdl, 33 anni), Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini (29 anni). Ma appena sotto anche Anna Finocchiaro 25 anni), Massimo D'Alema (23 anni) Umberto Bossi e Emma Bonino (21 anni), Roberto Maroni (20 anni), Francesco Rutelli 19 anni, Silvio Berlusconi e Walter Veltroni (18 anni). Eppure, fanno notare i parlamentari, Pedica non è uno qualunque: ex democristiano, ex Ccd, ex Udr, portaborse di Folloni, Mastella e Buttiglione. Prima ha dato vita al movimento Cristiano Democratici Europei, poi ha aderito all’Italia dei valori con cui è stato eletto prima deputato, nel 2006, poi senatore. Insomma, non proprio un novizio della materia. Tra i veterani del Veneto spicca Maurizio Sacconi, cresciuto a pane e politica con Gianni De Michelis ed entrato a Montecitorio nel 1979, quando alle elezioni la Democrazia cristiana raccolse 14 milioni di voti, il Partito Comunista Italiano 11 milioni e il Partito Socialista Italiano tre milioni e mezzo. Presidente del Consiglio era Francesco Cossiga. Praticamente un’era geologica fa. Ad eccezione di Sacconi, che pure ha fatto un lungo purgatorio prima di rientrare in politica, nel 2001 come sottosegretario e nel 2006 al Senato, i veneto-sauri della politica hanno alle spalle poco meno di vent’anni di esperienza. Gian Paolo Dozzo, leghista trevigiano da poco capogruppo alla Camera, è entrato nel 1994 ed è quindi alla quinta legislatura. Come lui il veneziano Paolo Scarpa Bonazza, presidente della commissione agricoltura al Senato. Anche il vicentino Stefano Stefani è alla sua quinta legislatura. Appena una di meno dei democratici Paolo Giaretta (quattro legislature, in Senato dal 1996) e Tiziano Treu, in Parlamento dallo stesso anno. Daniele Ferrazza