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Fonsai, Palladio rimane alla finestra

VENEZIA Avanti con Unipol. Premafin, azionista di controllo di Fondiaria Sai (35,7%), è pronta «alle più opportune verifiche» sull’offerta Palladio Finanziaria-Sator ma questa rimane subordinata alla mancata esecuzione dell’accordo con Unipol. Sul fronte nordestino, intanto, Veneto Banca ha ribadito il proprio «no comment» sulla disponibilità a sostenere, mediante linee di credito, Palladio nella partita Fonsai. Come anticipato ieri, Veneto Banca (azionista di Palladio col 9,8%) sarebbe pronta ad appoggiare la finanziaria vicentina guidata da Roberto Meneguzzo garantendole l’eventuale liquidità necessaria: si parla di almeno 200 milioni e fino a un massimo di 270 milioni. Il patrimonio netto contabile di Palladio (al 31 dicembre 2011) ammonta a 455 milioni, ma la liquidità pronta all’uso risulta più limitata (83 milioni di cassa e strumenti liquidabili a fine 2011). Per questo, Palladio avrebbe chiesto il sostegno di Veneto Banca in vista di una successiva valorizzazione di parte dei propri asset in portafoglio. Stante la decisione di Premafin, ma anche in vista del Cda di domani di Fonsai chiamato anche a valutare l’offerta di Meneguzzo e Arpe, Palladio resta, per ora, alla finestra. La holding della famiglia Ligresti, al termine di un Cda durato cinque ore, ha sì deliberato di convocare l’assemblea straordinaria chiesta dal custode giudiziale dei trust off-shore, Alessandro Della Chà, ma ha stabilito che «intende dare comunque esecuzione all’aumento di capitale» riservato alla compagnia bolognese «anche nelle more» dell’assise. La decisione mantiene in vita il piano di salvataggio elaborato da Unipol, supportato dai grandi creditori del gruppo Ligresti, capitanati da Mediobanca e Unicredit, e avallato dalle decisioni dell’Antitrust, della Consob (che deve ancora esprimersi sull’esenzione dell’obbligo di Opa su Milano Assicurazioni) e, non senza polemiche, dall’Isvap. L’esito non era scontato dopo la decisione di Della Chà di chiedere una nuova assemblea di Premafin per permettere ai soci di valutare anche l’offerta di Sator e Palladio e deliberare sull’eventuale revoca della delibera relativa all’aumento Unipol del 12 giugno scorso. A questo punto occorrerà conoscere la reazione di Della Chà, che aveva chiesto di non dare esecuzione all’aumento fino alla nuova assemblea, e della Procura, che ne ha condiviso l’iniziativa ma che ha affermato di essere neutrale tra Unipol e Sator-Palladio Finanziaria. Matteo Marian