Nicchi a Padova premia i suoi arbitri

PADOVA Arriva il grande capo, Marcello Nicchi, e gli arbitri padovani indossano il vestito della festa, perché stasera, a partire dalle 19.45, nella sala Carraresi della Fiera va in scena la cerimonia delle premiazioni 2012 della sezione intitolata a Bruno Bellini, con tanto di cena ufficiale. E' il solito "giro" pastorale che il presidente dell'Aia compie a conclusione della stagione e a sette mesi dalla scadenza del mandato ricevuto, visto che a gennaio 2013, a conclusione del quadrienno olimpico, l'assemblea nazionale dell'Associazione procederà al rinnovo dei propri vertici (e un serio avversario per Nicchi, sussurrano i bene informati, potrebbe essere l'ex fischietto di serie A Robert Anthony Boggi di Salerno). A fare gli onori di casa ci saranno Vitaliano Spiezia e Danilo Bigi, mentre sono confermate le presenze di Tarcisio Serena, attuale responsabile della Can D, e di Massimo Biasutto e Claudio Tognon, a rappresentare Roberto Bettin, il presidente regionale dell'Aia, impegnato a Verona in un'analoga serata con i colleghi scaligeri. Sono 280 i fischietti della sezione patavina, di cui 220 quelli in attività. Anni fa avevano superato quota 300: il calo è dovuto alla crisi delle "vocazioni", un argomento molto sentito in una fase complessa come l'attuale. Inutile nasconderlo, il mondo arbitrale padovano, e veneto più in generale, è scosso da polemiche su programmi e strategie, accentuatesi (tali polemiche) proprio in vista del ricambio dei quadri. Lunedì 28 maggio si terrà l'assemblea che porterà all'elezione del successore di Spiezia, da otto anni punto di riferimento locale della categoria, e tra la consegna di un premio e l'altro stasera i discorsi "elettorali" fra i vari tavoli si sprecheranno. Due, da quanto si è capito, sono i candidati in corsa per la poltrona di presidente padovano: Angelo Brichese, sostenuto dalla vecchia guardia dell'Aia, in primis Bigi e lo stesso Spiezia, e Alessandro Scarpelli, avvocato, espressione soprattutto dei giovani. Bisogna capire quanta voglia si ha di cambiare in un'associazione che avrebbe più che mai bisogno di idee e volti nuovi per guadagnare maggiore credibilità all'esterno. (s.e.)