Dopo 500 anni si stampa la biografia della regina di Cipro

I cinque finalisti della 17° edizione del Campiello Giovani, concorso promosso ed organizzato dalla Fondazione Il Campiello – Confindustria Veneto sono: Alessandra Bellina, 18 anni, con il racconto "Crema di latte" Conegliano (TV), Sebastiano Cristaldi, 17 anni, con il racconto "Tre confessioni" Motta Di S'Anastasia (CT), Giulia Di Francisca, 21 anni, con "I pesci annegano in silenzio" Visnà di Vazzola (TV), Silvia De Grandis, 19 anni, con il racconto "Rosso plastica" Castelfranco Veneto (TV) e Martina Evangelisti, 19 anni Ravenna, che per il secondo anno entra nella cinquina finalista con il racconto "Forbici". I loro nomi sono stati annunciati ieri mattina a Verona sul palco del Teatro Nuovo, davanti a un pubblico di 600 studenti.Il riconoscimento per il miglior racconto estero è stato assegnato allo svizzero Noé Albergati di Mugena (Ticino) per il racconto "Solitario". La Finalissima del Concorso si terrà sabato 1 settembre a Venezia. di Silvia Zanardi Una regina baciata dalla perfezione non può che vivere nel posto più bello del mondo: Asolo. Caterina Cornaro lo sapeva bene: Asolo era nei suoi pensieri già dai tempi di Cipro e, dopo l'abbraccio con la Serenissima, sentiva che il suo cuore "era là" appena se ne allontanava. Un destino segnato, un matrimonio riuscito. E un'affinità ricamata dalla fantasia di un avvocato asolano del Cinquecento che, romanzando i racconti del nonno, un importante funzionario alla corte di Caterina, ha scritto la biografia della regina di Cipro. Peccato che l'opera non sia diventata un best seller dell'epoca: la vita di Caterina Cornaro sarebbe forse giunta a noi come la storia d'amore fra la donna più ammirata della Serenissima e la terra dei suoi sogni. Il manoscritto, conservato fra gli scaffali della Biblioteca Marciana, torna invece alla luce solo ora, dopo secoli di silenzio trascorsi nell'ombra. La docente cafoscarina di Studi Umanistici Daria Perocco l'ha decifrato pagina per pagina in quattro anni di lavoro, affidando a ben 800 note l'arduo compito di spiegare l'esatta cronologia di eventi storici confusi, aneddoti inventati dall'autore e una giungla di date sbagliate, tutte da ricontrollare. Tranne una, che non lascia dubbi: «Colbertaldo scrive che l'America è stata scoperta nel 1494», dice Perocco. Dopo le celebrazioni del 2010 per i 500 anni dalla morte di Caterina Cornaro (1510- 2010), la docente presenta oggi, al Municipio di Asolo, il testo di Antonio Colbertaldo (1556-1602: la data di morte non è certa) trascritto a sua cura. Si intitola Vita di Caterina Cornaro, è edito dalla casa editrice padovana "Il Poligrafo" e verrà presentato assieme al volume L'illusione del Regno, che raccoglie gli atti del convegno del 2010. «Trascrivere il manoscritto del Colbertaldo è stato un lavoro certosino. Non solo dal punto di vista filologico, ma anche per i suoi contenuti – spiega Daria Perocco – Molti avvenimenti storici sono edulcorati e non rispecchiano il vero. Dal suo racconto, sembra che Caterina Cornaro abbia chiesto esplicitamente alla Serenissima di regnare nel feudo di Asolo». «Ma non solo – aggiunge - nel discorso di benvenuto che le viene letto in Duomo per festeggiare il suo arrivo, la si elogia per la sua "continenza".Tutti dettagli che nei documenti ufficiali non ci sono». Antonio Colbertaldo sembra quindi aver scritto la biografia di Caterina Cornaro con l'intento di celebrare Asolo, la sua città, attraverso la figura della regina perfetta, che alla sua corte richiamava artisti e letterati, fra cui Giorgione, Lorenzo Lotto e Pietro Bembo. «È un elogio della Serenissima, di Caterina, ma soprattutto di Asolo – chiude Perocco – Un mix di verità storica e fantasia, che tralascia molti dettagli 'stonati'. Per fare un esempio, non vi è cenno della lettera in cui Caterina accusa il delegato della Repubblica di averla fatta vivere a Famagosta, luogo insalubre e causa della febbre malarica che uccise il suo bambino all'età di un anno».