28 gennaio 2012 —
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sezione: Nazionale
CONSELVE Lo stop ai progetti di trivellazione nella Bassa Padovana fa tirare un sospiro a chi aveva manifestato preoccupazione per le conseguenze sull’ambiente della ricerca di idrocarburi. Ora il progetto di legge statale approvato dal consiglio regionale affronterà l’iter parlamentare. I timori maggiori si concentrano sull’effetto che le trivellazioni potrebbero avere sul fenomeno della subsidenza. Buona parte del territorio, infatti, si sta abbassando a causa dell’ossidazione della torba, un fenomeno naturale che negli ultimi decenni ha conosciuto un’accelerazione notevole. Alcune zone si stanno abbassando anche più di 3 centimetri all’anno: una velocità impressionante in termini geologici che getta una seria ipoteca sul futuro di una vasta area compresa tra Candiana, Agna, Correzzola e, nel veneziano, da Cavarzere a Chioggia. Questi dati sono stati confermati da uno studio condotto dal Cnr e dall’Università di Padova e continuamente monitorati dal Consorzio di Bonifica Adige - Euganeo. Nel giro di mezzo secolo, se tali dati si manterranno costanti, terreni già al di sotto del livello del mare si abbasseranno anche di oltre un metro e mezzo, per arrivare fino a due nelle zone più a rischio. «Con questa proposta di legge, che mi auguro sia approvata dal Parlamento in tempi rapidi – spiega il consigliere regionale del Pd Piero Ruzzante, firmatario del progetto di legge insieme al collega polesano Graziano Azzalin – abbiamo voluto dire basta una volta per tutte allo sfruttamento intensivo del territorio, in grado di comprometterne il fragile equilibrio idrogeologico, con effetti potenzialmente devastanti per decine di migliaia di persone». (n.s.)