«Il debuttante» un esordio principesco

Luglio 1900, Berlino. «Principessa, credevo che l'Italia fosse una donna piccola e grassottella… ma mi accorgo ora che è assai più bella , e per me l'Italia siete voi »- sussurra nel palco reale dell 'Opera il kaiser Guglielmo II alla contessa veronese Marianna di Serego Alighieri, in viaggio di nozze col marito Alberto Giovannelli. Presentando recentemente a Padova alla libreria Gregoriana il suo Il debuttante (Christian Maretti editore ), Carlo Giovannelli ricorda la straordinaria figura della nonna ; servendosi dei cui appunti il nipote ha tratteggiato nel libro una parte importante della storia del suo casato e dell'Italia. «Marianna ( guai a chiamarla nonna !) era eccentrica ma intelligente, per prima ha aperto i salotti aristocratici ai rappresentanti della cultura e dell'arte. Curiosa di tutto, amava affascinare la gente». Attraverso secoli di figure d'arme, di lettere, di fede e d'arte ( l'origine della famiglia risale al 1100, più tardo il titolo principesco ) Giovannelli arriva sino alla caduta del fascismo e dei Savoia, della cui dinastia Marianna fu intima . Né trascura lo sfacelo d'un patrimonio, che era stato immenso e solidissimo: «nonno Alberto ne morì, mentre Marianna, vivendo in albergo, dichiarava di sentirsi sempre " di passaggio" nella vita». La villa di campagna a Lonigo ; il palazzo di S. Fosca a Venezia e quello del Drago a Roma sono nel libro teatro di feste leggendarie; d'una vita familiare e mondana vissute al centro con co- protagonisti del rango di D'Annunzio e Mussolini, dei regnanti Savoia e delle grande nobiltà papalina e lombardo- veneta. Su tutti, impera Marianna vestita in crepe de Chine e scarpette mordorè; seduta, con la veletta in testa, sulla sua Isotta Fraschini guidata dallo chauffeur. « Ci fu anche il problema de La tempesta del Giorgione - ricorda Giovannelli - su cui sto scrivendo un libro di prossima pubblicazione». I Giovannelli la acquistarono dai veneziani Manfrin nel 1875, al momento della débacle economica è Marianna stessa a chiedere a Mussolini di poter cedere la celeberrima tela agli americani, disposti a pagarla novanta milioni dell'epoca. Ma per l'irriducibile divieto del Duce essa viene acquistata dallo stato italiano per cinque e conservata alle gallerie dell'Accademia. Dopo aver ricordato la struggente storia d'amore dei genitori, il principe Giuseppe e la contessa Giulia Fogaccia Zermitti, nell'ultima parte del libro Carlo Giovannelli rammenta gli anni della prima giovinezza, che coincisero con la rinascita post –bellica dell'Italia; con la fine del predominio dell'aristocrazia come classe sociale e la sua mescolanza con la crescente borghesia degli arricchiti, dei " parvenus" : gli anni dei club '84 e dell'Open Gate; dei golf club come luogo d'acchiappo dei titolati da parte dei social climbers; di Dado Ruspoli e Marina Lante della Rovere ; di Vacanze Romane e del matrimonio Linda Christian-Tyron Power. Soprattutto, dello storico spogliarello di Aichè Nanà al Rugantino per un compleanno di Olghina di Robilant. Con la data storica del 6 dicembre '58: il ballo a palazzo Rospigliosi per i diciott'anni di Maria Camilla Pallavicini. Fu un trionfo per l'aristocrazia, un tripudio di frac , diademi e quadriglie ; qui nacque l'amore tra Paola Ruffo di Calabria ed Alberto del Belgio. Ma fu anche l'illusione d'un passato per sempre perduto. « Peccato- sorride ironico Giovannelli – la buona educazione potrebbe essere patrimonio di tutti ed oggi invece è divenuta privilegio per pochi». Adina Agugiaro