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Rischiano in 8 il processo per la strada delle stragi

di Cristina Genesin SANT’ANGELO DI PIOVE Chiusa formalmente l'inchiesta sulla strada dei Vivai, la Strada dei Vivai finita nel mirino della magistratura per la sua pericolosità. Il pubblico ministero padovano Sergio Dini si prepara a sollecitare il processo a carico di otto indagati, tra loro l’ingegnere Nicola Prisco, 47 anni di Mira (Venezia), tecnico dell’Anas del Compartimento per la viabilità del Veneto responsabile del procedimento per quanto riguarda i lavori del terzo lotto dell’arteria; il geometra Rocco Capece, 51 anni di Picerno (Potenza), direttore operativo del cantiere; l’ingegnere Rocco Mastromattei, 36 di Arce (Frosinone), direttore dei lavori; Luca Griggio, 40 anni di Saonara, tra i protagonisti dell’ultimo drammatico incidente costato la vita a due ragazzi di Cavarzere, e altre 4 persone ai vertici dell’Anas all’epoca dei fatti. Tra i reati contestati la cooperazione in omicidio colposo. Tante volte è stata palcoscenico di scontri mortali quella strada che raggiunge i 5,680 chilometri tra Liettoli di Campolongo, nel Veneziano, fino a Piove di Sacco, snodandosi lungo due corsie di marcia da 3.75 metri ciascuna e altrettante banchine laterali larghe un metro e 50 centimetri per un totale di larghezza della sede pavimentata di 10,50 metri caratterizzata dai viadotti Ramei, Arzaron e quello sulla strada dei Pescatori. Scarsa o assente l’illuminazione, confusa e disordinata la segnaletica sia verticale che orizzontale, svincoli non sempre ritenuti idonei: a chi imputare queste carenze oggetto di tante proteste da parte della popolazione e rilevate dagli investigatori dopo puntuali accertamenti svolti in seguito all’incidente di ventuno mesi fa? I nominativi sono ormai agli atti. Il quadro di scarsa sicurezza dell’arteria era stato confermato dalla consulenza tecnica depositata sul tavolo del pm Dini dall’esperto Agostino Chinello. Esperto che ha firmato anche un’integrazione al precedente studio in risposta a una memoria presentata dai legali della famiglia di uno dei due ragazzi di Cavarzere: è stato quest’ultimo documento a far lievitare il numero degli indagati. L’incidente era accaduto il 25 marzo 2010 verso le 22 all’altezza dello svincolo di Sant’Angelo. Marco Birolo, 24 anni, e l’amico Luigi De Agostini, 25, stavano rientrando a casa da Padova a bordo di una Fiat Punto (alla guida Luigi). Dall’opposto senso di marcia proveniva l’auto guidata da Griggio, una Bmw. D’improvviso lo scontro tra i mezzi che ha fatto innescare un incendio: i due ragazzi morirono carbonizzati.

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