01 dicembre 2011 —
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sezione: Nazionale
di Lorenzo Robustelli wBRUXELLES Senza “ritualità” e a tempo di “record” lunedì prossimo il governo di Mario Monti approverà il pacchetto di misure, anche strutturali, necessario a rimettere in carreggiata l'economia italiana. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio a Bruxelles, al termine della riunione dell'Ecofin, il vertice dei ministri delle Finanze dell'Unione europea. «Normalmente per fare una legge finanziaria ci vogliono almeno cinque o sei settimane – ha spiegato il premier in carica da due settimane – se presenteremo le nostre misure il cinque dicembre è un record di velocità, e non di lentezza». Per correre però il governo dovrà fare a meno di alcune “ritualità”, come i numerosi incontri di ore ed ore con le parti sociali. «Avrò anche delle consultazioni», ha spiegato Monti, ma non potranno essere troppo approfondite, «farò appello al fatto che siamo in una situazione estremamente delicata, al senso di responsabilità e all'urgenza», e, dopo averli adottati, «spiegherò al meglio i provvedimenti presi», promette. Per spiegare il clima e la necessità di confermare gli obiettivi, come quello «del pareggio di bilancio nel 2013», Monti ha sottolineato che «se l'Italia farà meno di quello che ci si attende ci saranno conseguenze molto gravi per tutti». Il che vuol dire che non sarebbero solo guai per noi, ma anche per i nostri partner europei, che non ci perdonerebbero. Nessuna anticipazione sulle misure o sull'entità della manovra, che, è chiaro, dovrà andare oltre a quella disegnata dal governo di Silvio Berlusconi perché nel frattempo la situazione economica europea è già peggiorata, e con lei le prospettive di crescita, cosa che preoccupa molto la Commissione, come ha spiegato il viceministro Vittorio Grilli. «Ai colleghi europei ho delineato l'operazione che vareremo il cinque dicembre, spiegando loro che abbiamo tre obiettivi – ha detto Monti in una sala stampa molto affollata ed in diretta tv sul canale dell'Ue, trattamento non usuale -: il rigore, continuando il lavoro del precedente governo che aveva già fatto passi significativi; la crescita e l'equità, che invece richiedono una maggiore innovazione». Lunedì dunque sarà varata «una vasta operazione» con la quale si «assicuri l'implementazione delle misure varate dal precedente governo e con nuove misure strutturali che avranno effetti sulla riduzione del disavanzo già nel breve periodo in caso di un deterioramento del ciclo economico peggiore del previsto per poter confermare gli obiettivi che ci siamo posti». Lo sforzo sarà fatto senza chiedere soldi al Fondo monetario internazionale, «non c'è nessuna richiesta dell'Italia per un suo intervento», ha ribadito ieri con chiarezza il premier, ma accoglieremo presto gli ispettori di Washington che, come deciso al G20 di Cannes, arriveranno presto in Italia: «ho definito con il direttore per l'Europa dell'Fmi le modalità del monitoraggio sul nostro paese, che avrà luogo dopo il cinque o il nove dicembre (data del Consiglio europeo, ndr)» ha spiegato Monti. L'Italia intende fare la sua parte prima del Consiglio europeo del nove dicembre, un incontro «fondamentale per lo sviluppo dell'Ue», quando dovranno essere varate misure decisive per la difesa della moneta unica. Siamo infatti «nel periodo critico di 10 giorni per il completamento della risposta Ue alla crisi- ha detto il vicepresidente della Commissione Olli Rehn -. Dobbiamo continuare a lavorare soprattutto su due fronti: assicurare di avere delle barriere antincendio sufficienti, ma allo stesso tempo dobbiamo rafforzare la nostra governance economica». «Poi, il dieci, avremo il primo verdetto dei mercati», ha sottolineato Monti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA