26 novembre 2011 —
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sezione: Nazionale
ROMA Conto alla rovescia per il cda di Finmeccanica che, giovedì prossimo, riesaminerà le deleghe assegnate al presidente e all’amministratore delegato. Sei giorni mancano all’appuntamento che potrebbe decidere i destini dei vertici della holding, a meno che il presidente del Consiglio, Mario Monti, non decida di intervenire in prima persona, come chiede apertamente il Financial Times. Nel frattempo, il titolo ha recuperato in Borsa e ha chiuso la seduta di ieri in rialzo del 3,5% a 3,0740 euro. «Se me lo chiede il governo faccio un passo indietro», ha detto ieri il presidente Pier Francesco Guarguaglini in un colloquio, ribadendo comunque di non essere indagato e di non aver «mai creato, nè autorizzato, fondi neri». Se da Palazzo Chigi non ci saranno segnali, dunque, il presidente non mollerà e andrà alla resa dei conti definitiva del cda del primo dicembre. Dalla riunione potrebbe uscire una Finmeccanica acefala in tutto o in parte e allora è già partito il “totonomi” dei possibili successori di Guarguaglini ed, eventualmente, dell’ad Giuseppe Orsi: si va dal presidente di Telecom Italia, Franco Bernabè, all’ad di F2i, Vito Gamberale, dall’ad di Trenitalia, Mauro Moretti, all’ex capo della polizia, Gianni de Gennaro. I sindacati, intanto, restano in allarme, in particolare per Ansaldo Breda e Ansaldo Sts, vale a dire gli asset del settore ferroviario. «Non può essere assolutamente messo in discussione l’assetto aziendale di Finmeccanica, a partire dal segmento strategico di AnsaldoBreda», afferma il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere, secondo il quale «per le vicende giudiziarie che coinvolgono il gruppo c’è bisogno che rapidamente le persone investite, in attesa delle decisioni della magistratura, facciano un passo indietro».