08 novembre 2011 —
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sezione: Nazionale
VENEZIA Il target previsto dal patto di sindacato è stato raggiunto: l’80% dei lavori programmati è stato portato a termine. «Per cui ora Ferrovie ha quattro anni di tempo per cedere la partecipazione di maggioranza. Con una lettera abbiamo ricordato a Ferrovie che il conto alla rovescia è iniziato». Enrico Marchi e Save non hanno certo cambiato idea su Centostazioni, società controllata al 60% da Ferrovie nata con lo scopo di riqualificare 103 stazioni ferroviarie italiane tra cui, in Veneto, Belluno, Castelfranco, Padova, Rovigo, Treviso e Vicenza. Save, attraverso Archimede 1, controlla col 60% il restante 40% della società insieme ad altri soci (Manutencoop, Banco Popolare, Pulitori e Affini). «Al momento non c’è alcuna discussione in corso. Resta il fatto che la valorizzazione delle quote sta scritta nei patti di sindacato, sia di Grandi Stazioni sia di Centostazioni» si limita a sottolineare Mauro Moretti, a.d. di Ferrovie dello Stato. Il momento, evidentemente, non è dei più favorevoli per chi deve vendere. Ma vale l’esatto opposto per chi vuole comprare, ovvero Save. «Discussioni o meno – ha aggiunto Marchi a margine della presentazione del nodo intermodale – l’impegno che si è assunta Ferrovie sta scritto nel patto di sindacato. La lettera con cui abbiamo ricordato a Ferrovie che il conto alla rovescia è partito sta agli atti. Centostazioni è un’iniziativa di successo, nell’ambito della quale abbiamo dimostrato di avere le capacità e le professionalità per gestire anche queste infrastrutture. Da parte nostra c’è l’interesse a rilevare la maggioranza della società». Centostazioni, nel 2010, ha visto ricavi per oltre 76,6 milioni (+6%) con un risultato netto di 9,7 milioni (+28%). Save è, quindi, pronta a salire. Ferrovie, invece, per ora sembra gettare acqua sul fuoco. Per quanto riguarda il dossier Trieste, il presidente di Save ha sottolineato che sicuramente la società «parteciperà alla gara della Regione Friuli-Venezia Giulia». Rispetto alla rivalutazione dell’asset e quindi sul possibile costo dell’operazione per allargare il sistema Venezia-Treviso a Trieste, Marchi ha precisato: «non dipende da quanto costa ma da quanto vale. Siamo certi che, prima della gara, ci arriverà un dossier che ci permetterà di fare questa valutazione». Rispetto alla possibile futura organizzazione dello scalo, il presidente di Save ha concluso: «Non pensiamo solo a voli low cost, siamo convinti ci sia spazio per voli di linea per Roma e Milano e collegamenti sostenibili con Parigi, Londra Francoforte». (m.mar.)