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Vertice a Roma per la Valdastico Nord

TREVISO Mario Moretti Polegato, Presidente e fondatore di Geox, è l’unico italiano a prendere parte in qualità di relatore ai lavori del G20 YES, il summit cominciato ieri a Nizza e che, in apertura del più importante convegno politico ed economico del mondo, accoglie le delegazioni dei giovani imprenditori provenienti dagli stati membri. Grazie al G20 YES, i giovani imprenditori provenienti dagli stati membri avranno modo di condividere la propria esperienza e di discutere anche di un rilancio dell’economia mondiale che parte proprio dall’imprenditoria quale sorgente in grado di creare ricchezza, innovazione e posti di lavoro per il benessere e la crescita di tutte le nazioni. In questo contesto, Moretti Polegato interverrà domani per raccontare la sua personale storia imprenditoriale, illustrando quelle che sono state le chiavi del successo del marchio Geox.: «È per me un onore avere l’opportunità di discutere questi temi con i giovani imprenditori delle più importanti aziende del mondo. Sono sempre stato convinto che l’innovazione sia la chiave per continuare a crescere in un contesto come quello attuale caratterizzato da una forte competitività». di Alessandra Carini VENEZIA Il vertice è convocato per domani a Roma tra il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, il presidente della Regione Luca Zaia e quello della Provincia di Trento, Lorenzo Dellai. La questione è sempre la stessa: trovare una soluzione per la questione della Valdastico Nord, alle cui sorti è appeso non solo il traffico tra Veneto e Trentino ma anche il rinnovo della concessione della Serenissima. Tra quest’ultima e gli azionisti dell’A22 del Brennero, tra cui ci sono i trentini, sono già partiti segnali di pace in vista di una partecipazione all’eventuale gara avviata dall’Anas per avere la concessione dell’autostrada. I termini per presentare le offerte per la concessione dell’A22 sarebbero scaduti il 28 ottobre se gli azionisti della Brennero non avessero fatto ricorso al Tar contro la decisione del governo di mettere all’asta la loro autostrada e il Tar non avesse concesso la sospensiva in attesa della sua riunione. E’una mossa per tentare il tutto e per tutto per evitare la gara, ma anche per prendere tempo, continuando ad insistere con il governo per avere una società in house piuttosto che la vendita all’ asta. Venerdì si saprà se il Tar accoglierà e come il ricorso, ma nel frattempo si preparano le munizioni per un’eventuale offerta che dovrebbe essere guidata da una cordata composta dagli attuali azionisti enti locali della Brennero, da un gruppo di costruttori, trentini e non, e anche dalla Serenissima che ha garantito la sua partecipazione più tecnica che “politica”. Sponsor, ovviamente, le banche che dovrebbero garantire le corpose fidejussioni previste per partecipare alla gara. Ma la partita più importante per la Serenissima con i trentini si gioca sulla questione della Valdastico cui è legato la proroga della concessione. Dopo la firma della Corte dei Conti e la definitiva approvazione del governo, la Brescia-Padova sta andando avanti con la progettazione della Valdastico, spendendo quattrini, che si rivelerebbero buttati al vento, (insieme alla fatica- durata due anni - per avere scritta nero su bianco la concessione da parte del governo), qualora il no di Trento si rivelasse insormontabile. Ma il no defintivo alla Valdastico rischierebbe di portarsi dietro anche una serie di ricorsi degli azionisti della Serenissima contro il governo per avere ritardato la concessione ed è probabile che anche la Corte dei Conti abbia da dire la sua sui costi che tutto questo ha messo in carico alla Serenissima. Così si tenterebbe la strada di un intervento governativo per dirimere la questione andando a bussare alle porte dell’Europa, magari per illustrare la situazione della viabilità dell’ area cambiata negli ultimi anni. Insomma per chiedere che si ridiscuta tutto e che si proroghi comunque la concessione destinando i soldi previsti per la Valdastico Nord ad altre opere che oggi sarebbero più “gradite”. E’ la teoria di Dellai, secondo il quale il Veneto e il governo centrale potrebbero chiedere una rinegoziazione della clausola legata alla concessione della Serenissima: dovrebbero cioè dire all’ Europa che quest’opera non è necessaria visto che negli ultimi quarantanni è cambiato il quadro e che gli scenari futuri sul traffico considerati nel 2004 sono stati modificati dalle novità viabilistiche in Veneto con la Valdastico Sud, la Pedemontana e soprattutto la bretella Castelfranco-Cismon. Anche se non tutti la pensano così compresa una parte delle forze politiche e degli abitanti della Valsugana. Che chanche di successo avrebbe in Europa un’ipotesi di questo tipo non si sa. Certo il primo effetto, se andasse in porto, è quello di togliere le castagne dal fuoco alla Serenissima ma anche al governo in vista di futuri ricorsi. Comunque di questo si discuterà nella riunione tra ministro e Regioni. Quanto alla Brescia Padova si avvicina la scadenza del termine per l’ aumento di capitale che darà la misura della volontà ( ma soprattutto della capacità finanziaria) degli enti locali di sottoscrivere e la possibilità che qualcun altro entri a comprare le quote inoptate. I conti della Serenissima quest’ anno dovrebbero tornare in utile dopo le consistenti valutazioni dell’anno scorso e un aumento dei ricavi di oltre l’ otto per cento. Il margine lordo dal 43,4% del 2009 passerà al 49,8% della fine di quest’anno mentre gli investimenti tornerebbero pari a quasi l’ 80%del fatturato. Una leva anche politica ed economica non indifferente in momenti come questi di crisi e scarsa liquidità, specie nel settore delle infrastrutture e dell’edilizia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA