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Berlusconi, sesso in cambio di affari


 BARI. A Manuela Arcuri la promessa che in cambio di sesso il premier l’avrebbe aiutata a ottenere la conduzione del Festival di Sanremo, boom di audience, gloria e fama. Ad altre somme di denaro, oltre a spese per il viaggio, e auto a disposizione per incontrare Silvio Berlusconi a palazzo Grazioli a Roma, o a Villa San Martino ad Arcore.
 Prostituirsi per avere vantaggi professionali o semplicemente per soldi, con il presidente del Consiglio, ma anche con esponenti politici, come l’ex vice presidente della Regione Puglia Sandro Frisullo (indagato a Bari in un altro procedimento su escort e tangenti), dirigenti di Finmeccanica e della sanità. Un vortice di donne, secondo la procura di Bari il fulcro del sistema creato dall’imprenditore pugliese Gianpaolo Tarantini, l’ex re delle protesi, oggi in carcere a Napoli con l’accusa di estorsione ai danni del premier. Manuela Arcuri rifiutò lo scambio. Altre, tante, accettarono. «Chi mi porti stasera?» avrebbe chiesto nei continui contatti telefonici il premier all’amico che animava le sue serate. Ma per i difensori di Berlusconi le accuse «vedono totalmente estraneo il presidente e dimostrano la sua completa non conoscenza dei comportamenti di Tarantini» e le cene, ribadiscono, erano solo «riunioni conviviali».
 Con la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, la procura della Repubblica di Bari ha chiuso ieri, dopo oltre due anni di indagini, 100mila intercettazioni e mille telefonate trascritte nell’ambito dei numerosi filoni sul ciclone Tarantini, l’inchiesta sul presunto giro di escort nelle residenze private del premier: otto gli indagati, tra i quali, con Tarantini e il fratello di questi, Claudio Tarantini, c’è Sabina Beganovic, più nota come Sabina Began, attrice, 37 anni, la showgirl Letizia Filippi, 34 anni, umbra, e la starlet romana Francesca Lana, 26 anni.
 Secondo l’accusa, sostenuta dai pm Angelillis ed Pontassuglia con il coordinamento del procuratore capo Laudati, quattro persone - Gianpaolo Tarantini, assieme all’avvocato brindisino Salvatore Castellaneta, 51 anni, a Massimiliano Verdoscia, 41 anni, imprenditore e amico di Gianpi, e a Pierluigi Faraone, 56 anni, «il referente dell’attività di organizzazione delle feste private di Berlusconi a Milano» - avrebbero costituito un’associazione per delinquere finalizzata «al reclutamento di donne al fine di farle esercitare la prostituzione con Silvio Berlusconi in occasione degli incontri organizzati nelle sue residenze e comunque alla agevolazione, induzione e favoreggiamento e sfruttamento dell’attività di prostituzione» con il premier. A promuovere l’organizzazione sarebbe stato Tarantini, che sognava di diventare eurodeputato, per consolidare il rapporto con Berlusconi al fine di «ottenere incarichi istituzionali e allacciare, avvalendosi della sua intermediazione, rapporti di tipo affaristico con i vertici della Protezione civile, di Finmeccanica, di società a quest’ultima collegate (Sel Proc, Selex Sistemi Integrati, Seicos) di Infratelitalia ed altre società». Gli altri quattro indagati avrebbero avuto un ruolo, ciascuno in episodi diversi, nel reclutamento delle papi-girls. Nei cinque faldoni depositati ieri, 7mila pagine, non risulterebbero tuttavia trascritti i colloqui che si annunciavano esplosivi tra Tarantini e il premier: le conversazioni sarebbero riportate in sintesi di poche righe, sebbene esplicite. Sarebbero state almeno una trentina le ragazze condotte alla corte del Cavaliere, la maggior parte delle quali avrebbe accettato di prostituirsi.
 Con Manuela Arcuri due i tentativi andati a vuoto. Il primo fatto nel dicembre del 2008 da Tarantini, «promettendole che (Berlusconi) l’avrebbe favorita per la conduzione del Festival di Sanremo, il secondo, tra gennaio e febbraio 2009, sarebbe stato fatto da Tarantini in concorso con Francesca Lana, con la promessa della partecipazione del fratello a una trasmissione tv. Dei 28 capi di imputazione, uno riguarda Sabina Began: in concorso con Tarantini, avrebbe «reclutato Vanessa Di Meglio, Sonia Carpentone e Roberta Nigro». Molti nomi delle ragazze invitate ai party sono noti: da Patrizia D’Addario, colei che nel giugno 2009 fece esplodere lo scandalo, fino a Terry De Nicolò, Barbara Montereale, Marysthell Polanco, Barbara Guerra, Sara Tommasi.
 

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- dall’inviata Maria Rosa Tomasello