ARCHIVIO il mattino di Padova dal 2003

Padova-Atalanta: 1 a 1 da incubo


 PADOVA. Alla vigilia del match più importante, quello che vale una stagione (l’incontro d’andata dei playoff con il Varese), il Calcio Padova viene travolto dal terremoto sullo scandalo delle scommesse e delle partite truccate. Nell’inchiesta, con 16 arresti (tra cui Beppe Signori) e 28 indagati (tra cui Stefano Bettarini), è finita sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti anche la partita Padova-Atalanta del 26 marzo scorso, incontro sospeso dai bookmakers per eccesso di puntate sul pareggio. E infatti la partita terminò 1-1 (reti di Ferreira Pinto e di El Shaarawy). Secondo quanto scritto nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice Guido Salvini, Cristiano Doni, capitano dell’Atalanta, sarebbe stato il “garante” della combine tra le due società. Inutile negarlo, il futuro del Calcio Padova potrebbe essere a rischio. Tra gli arrestati c’è anche il trevigiano Mauro Bressan, ex Venezia e Antonio Bellavista, ex del Treviso Calcio.
 LA “COMBINE”. C’era anche Stefano Bettarini tra gli scommettitori di Padova-Atalanta. Per tutti i fedelissimi della “cricca” era un risultato sicuro. Al punto che nei siti internet asiatici sono stati giocati 23 milioni di euro. Nell’ordinanza di custodia cautelare, nel capitolo dedicato al match all’Euganeo, vengono menzionati Massimo Erodiani, Antonio Bellavista, Marco Pirani, Gianfranco Parlato, Vincenzo Sommese, Giorgio Buffone, Gianluca Tuccella e poi Stefano Bettarini e Cristiano Doni. Si parla di«atti fraudolenti diretti ad ottenere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento dell’incontro di calcio». La parte più grave è quella in cui vengono tirare in ballo le due società: «Pirani, dopo essersi informato presso il Buffone circa l’eventuale manipolazione dell’incontro, comunicava ad Erodiani l’esistenza di un accordo tra le due società; Erodiani confermava a Parlato l’accordo tra le società, circostanza appresa da un uomo di Doni che avrebbe scommesso 10 mila euro per conto di quest’ultimo;... Tuccella riferiva a Pirani di aver ricevuto conferma della “combine” da un amico di Doni».
 INDAGATI. Attualmente non figurano indagati all’interno del Calcio Padova, né tra i giocatori, né tra i dirigenti. Ma non è escluso che nei prossimi giorni la situazione possa cambiare. Nel senso che l’inchiesta acquisirà un contributo decisivo dagli interrogatori. Per ora, ciò che costituisce reato, è il fatto che al telefono i diretti interessati parlassero di partita combinata tra le società. Quali fossero poi i “registi” dell’operazione, si potrà sapere solo con gli interrogatori delle persone coinvolte.
 CHI SI RIVEDE... Tra gli indagati c’è anche una vecchia (ma neppure troppo) conoscenza del Calcio Padova: Alex Pederzoli. Viene nominato nel capitolo dell’ordinanza dedicato al match Livorno-Ascoli: «... nonché con il difensore dell’Ascoli Alex Pederzoli, che assicurava la sua disponibilità alla corruzione, pur con la garanzia dell’anonimato».
 LO SCOMMETTITORE. C’è anche chi ha vissuto sulla propria pelle la “stranezza” di quelle puntate su Padova-Atalanta. Uno scommettitore della provincia aveva sentito subito odore di bruciato, ben prima che Sisal, Snai e Lottomatica bloccassero le puntate. Ora chiede l’anonimato ma racconta la sua esperienza. «Partiamo dal presupposto che un volume di scommesse normale su un bookmaker affermato possa essere di 3 o massimo 400 mila euro in serie B. Su Padova-Atalanta c’è stato un volume complessivo di scommesse di 1 milione e 700 mila euro (di cui 1 milione e 550 mila solo sulla X) su un singolo bookmaker: il sito di scommesse inglese Betfair. Già qui si capiva la proporzione smodata. La cosa che più mi ha insospettito è che quando l’Atalanta è andata in vantaggio, il segno favorito è rimasto il pareggio».
 COSA RISCHIA?. La domanda ora è: cosa rischia il Calcio Padova? Ce lo dice l’avvocato Diego Bonavina junior. «Quando viene aperta una indagine come questa che ha risvolti penali, la procura federale si fa trasmettere gli atti. Quello che interessa, oltre al comportamento dei tesserati, è la regolarità dei campionati. Se la “combine” tra Padova e Atalanta viene accertata e se c’è una responsabilità della società, il Padova è rovinato. Il Padova potrebbe andare in serie A per poi essere retrocesso o potrebbe avere 10 punti di penalizzazione. Tutto sarà deciso in base al grado di coinvolgimento».
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

- Enrico Ferro