08 ottobre 2010 —
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sezione: Regione
FIRENZE. Spieghiamolo meglio questo premio al miglior sommelier dItalia, perchè Padova se lo aggiudica per la prima volta e, soprattutto, perchè
Angelo Sabbadin è personaggio così schivo che ci voleva proprio un «premione» di tal prestigio per scaraventarlo sotto i riflettori. 42 anni, nativo di Borgoricco, Sabbadin è approdato alle Calandre, dopo esperienze a Milano, al Belle Parti di Padova (di cui è stato socio), da «Giorgio alle Piazze» e al «Viale 19» dellArcella. Dagli Alajmo, con la complicità di Raffaele, ha rivoluzionato la carta dei vini, organizzandola per vitigno senza più distinzioni di regione o stato. Se uno cerca, ad esempio, un Sauvignon vi trova elencati i suoi Sauvignon preferiti del Collio come della Francia, con notizie sul vitigno stesso. Sabbadin cura anche il sito www.angelodelvino.it che è una sorta di grosso quaderno sulluniverso del vino. Ogni giorno registra 150 visite. Lo champagne per festeggiare il premio «Duca di Salaparuta» attribuitogli ieri a Firenze è pronto, ma stavolta a servirlo non sarà lui... Una volta tanto Angelo sarà il festeggiato.
La guida «Ristoranti dItalia» tratta bene Padova. La provincia registra 27 presenza, terza in Veneto solo alla «solita» Vicenza con 38 e alla sorprendente Venezia, che questanno dallalto dei suoi 39 locali segnalati porta via il primato veneto ai berici. Treviso segue a 25, Verona a 20, Belluno a 11 e Rovigo a 4.
Presenza folta, ma anche di qualità, con tanti ristoranti nellelite. Dietro allinavvicinabile
Calandre (19,5), sale
La Montecchia in solitudine (15,5) distanziando di mezzo punto
La Meridiana di Piove di Sacco che conferma comunque il suo lusinghiero 15/20. Come pure il
Lavit di Rubano, anche dopo lavvento in cucina del titolare Elian Layousse, conferma il suo 14,5. Con lo stesso punteggio irrompe in scena lo
Storie damore, ristorante di Borgoricco, di cui sono anima lo chef Davide Filippetto e il suo socio Massimo Foffani. A 14 unaltra piacevole novità: il
Lazzaro 1915 di Pontelongo, portato in alto dallestro di Piergiorgio Siviero, giovane cresciuto alla corte di Ducasse. A quota 14 sale anche il
Letizia di Due Carrare, un «tutto pesce» di tradizione, che raggiunge laltro locale della famiglia Cesaro: il
Baretto di Albignasego. Confermano il 14 pure il
Sasso di Castelnuovo di Teolo e il
Boccadoro di Noventa Padovana. A 13,5 troviamo altri capisaldi della ristorazione padovana: La
Montanella di Arquà Petrarca, la
Torre di Monselice e i più giovani
Tavernetta di Cinto e
Pepe Rosso di Mestrino. Seguono a 13:
Tavolozza di Torreglia,
Stella di Tombolo,
Cappa dOro di Stanghella,
Montegrande di Rovolon,
Officina e
Ai Porteghi di Padova,
Mario di Montegrotto,
Hostaria San Benedetto di Montagnana; a 12,5:
Valpomaro di Arquà Petrarca e
Ballotta di Torreglia, a 12 i
Tre Camini di Calaone di Baone. Fra le enotavole il
Godenda di Padova e il
Centrale di Mestrino. Padova città registra pure sei segnalazioni flash:
Bastioni del Moro,
Cicheto,
Dotto di Campagna,
Piccola Trattoria,
Vecchia Enoteca e
Zafferano. (re.mal.)