18 settembre 2010 —
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sezione: Attualità
VENEZIA. Elena Donazzan rilancia: dopo lannuncio della distribuzione della Bibbia in tutte le scuole fatto dal presidente Luca Zaia, lassessore allIstruzione propone linsegnamento obbligatorio del sacro testo allinterno della materia cittadinanza e costituzione. «Nella Bibbia sono scritte le regole della laicità dello Stato e le regole religiose della nostra vita spirituale - sostiene Donazzan - la nostra proposta di insegnamento obbligatorio della religione cristiana non si pone in alternativa allo studio della materia previsto dal Concordato, ma allinterno di una materia prevista dalla riforma. La costituzione e la cittadinanza non sono solo diritto politico, ma le regole dello stare insieme, di tradizioni e consuetudini: la nostra vita si basa sulla religione e la cultura cristiana. La Bibbia quindi, diventa testo fondamentale, e non solo per chi crede. La nostra società è intrisa di valori cristiani: se stiamo a casa a Natale e a Pasqua una ragione cè. Se la domenica non lavoriamo e non andiamo a scuola è perché non siamo ebrei e non siamo arabi; nei nostri territori cè una chiesa e un campanile prima ancora di un municipio. Insomma: abbiamo profonde radici cristiane. Se la nostra società si basa su un diritto che regola la vita civica e cioè un uomo e una donna uniti in matrimonio, ancorché civile, deriva dalla cultura cristiana e farla studiare servirà sia per integrare ragazzi con culture diverse che per affrontare anche il problema di identità dei nostri figli».
Quantomeno scettica la reazione di Massimo Albertin, divenuto famoso per la battaglia per la rimozione dei crocefissi nelle scuole: «Mi sembra che lassessore abbia una visione teocratica della società - sostiene - molto vicina a quella medioevale e simile a quella degli stati teocratici dellislam». Quanto allipotesi di rendere obbligatorio linsegnamento nelle scuole, Albertin aggiunge: «Bisogna vedere se viene letta come testo culturale, come potrebbe essere lOdissea, o se viene utilizzata come verità indiscutibile, per lindottrinamento dei ragazzi. Mi piacerebbe sapere di quale Bibbia stiamo parlando: la forma integrale, a lungo censurata dai cattolici, o quella addolcita. Certo, la diffusione integrale potrebbe essere educativa: in questo modo i ragazzi capirebbero che parla di violenza, sopraffazione e sofferenza, e avrebbero loccasione per comprendere veramente qual è il suo messaggio».