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Marcia su Padova degli universitari

 PADOVA. Inizio dell’anno accademico rinviato di una settimana, una mobilitazione forte per coinvolgere la città e il territorio che culminerà con una marcia nel cuore di Padova di docenti e tecnici dell’ateneo ed Ingegneria costretta ad alzare la saracinesca non oltre il 9 agosto per effettuare le preimmatricolazioni, con test d’accesso confermato per l’1 settembre: così ha deciso ieri pomeriggio il Senato accademico, convocato in seduta straordinaria. Il pacchetto delle iniziative è stato approvato all’unanimità; il calendario dettato ad Ingegneria ha ricevuto il solo voto contrario del preside Pier Francesco Brunello.
 CASO INGEGNERIA. Massima attenzione è stata espressa per le motivazioni che hanno animato la protesta della facoltà in queste settimane ma per evitare danni gravi agli studenti e alle famiglie, oltre che alla stessa università, il Senato ha tolto il blocco alle iscrizioni deciso dai docenti: le preimmatricolazioni dovranno essere aperte in data non successiva al 9 agosto. Secondo i senatori, il valore dell’unità dell’ateneo deve andare oltre la volontà della protesta.
 LA MOBILITAZIONE. Sarà un settembre all’insegna di iniziative di sensibilizzazione per il Bo. In cinque mosse: 1) invio dell’appello del 19 luglio del rettore a tutti gli studenti e alle loro famiglie; 2) richiesta al sindaco di Padova, ai presidenti della Provincia e della Regione di creare un tavolo Università-Istituzioni locali per coinvolgere la città e il territorio nella protesta e nelle proposte dell’ateneo; 3) un programma articolato di iniziative per il mese di settembre: incontro di Senato accademico e consiglio di amministrazione in seduta comune con i parlamentari veneti e i rappresentanti della Regione Veneto, open-day d’ateneo per spiegare ai cittadini e all’opinione pubblica i motivi dell’agitazione nei giorni 1, 15 e 30 settembre; ancora, in una di queste giornate verrà programmato un convegno al massimo livello di rappresentatività sul rapporto università-innovazione-ricerca-sviluppo; infine, il 30 settembre corteo di tutti i docenti e tecnici amministrativi dell’ateneo con partenza dai dipartimenti ed arrivo al Bo. Il pacchetto prevede inoltre: 4) il rinvio dell’inizio dell’anno accademico dall’1 al 7 ottobre 2010 e, 5) a partire dall’8 ottobre e fino al 13 ottobre l’illustrazione agli studenti nel corso delle lezioni delle ragioni della protesta con un documento che riassume le posizioni assunte dall’ateneo.
 OBIETTIVI. L’ateneo vuole rendere partecipi istituzioni e territorio del proprio disagio di fronte ad un disegno di legge che toglie ancora ossigeno alla ricerca e ad una manovra finanziaria punitiva per i docenti. «Decisioni importanti - ha commentato il rettore Zaccaria - che ci vedranno compatti a fianco di ricercatori e docenti ad affrontare le sfide che ci attendono alla ripresa dell’attività».
- (Fabiana Pesci) /  

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