ARCHIVIO il mattino di Padova dal 2003

LE COMMISSIONI TRIBUTARIE

 Gentile direttore,
 nel giugno 2007 mi trovavo fra il pubblico della Commissione Tributaria di Padova. Guardavo il processo di un conoscente che aveva fatto ricorso per l’applicazione di alcune leggi: non glielo avevano nemmeno letto e gli rifiutavano perfino la parola. E’ vero che mancava il rappresentante legale, ma non si può negare il diritto di difesa. Insomma un tribunale di Kafka ingiusto e arrogante come quello del 1999 quando un giudice mi sfrattò su richiesta della sua collega di stanza.
 Mi prese una reazione di rifiuto e chiesi al “giudice” se essa, come previsto dall’art. 102 della Costituzione, fosse “magistrato ordinario”, a cui è riservata la funzione giudicante. Rispose di essere un “giudice tributario”, quindi non un magistrato ordinario ma “speciale”. Chiesi ancora se la Commissione Tributaria fosse una “sezione specializzata” della giustizia ordinaria o amministrativa come previsto sempre dall’art. 102 della Costituzione. Mi misi proprio a leggere la Costituzione.
 E’ veramente inaccettabile, dissi, che dopo oltre mezzo secolo non si rispetti la Costituzione, il rispetto della quale è ancora di più dovuto per coloro che si ergono a giudici. Tutto era illegale, sostenni, e mi opposi alla continuazione del processo e chiesi più volte che si portasse la questione in Corte Costituzionale. Esigevo le garanzie di imparzialità dovute, dunque un processo dentro i tribunali ordinari come previsto dalla Costituzione, con un giudice magistrato ordinario. Insistetti più volte, eventualmente, dissi, avrei denunciato il reato alla polizia. Dopo un po’ la chiamai io stesso ma non mi rispose nemmeno, e però intervenne poco dopo. Dunque tutta la vicenda non aveva nulla a che fare con Popolo veneto contro Stato italiano come ha scritto il mattino del 29 giugno 2007, non è stata nemmeno inquadrata. I fatti sono stati confermati dalla stessa “giudice” tributario il giorno 7 luglio 2010, interrogata nel processo contro di me, e pure l’agente Digos interrogato non li ha negati, tanto più che in realtà non avevano assistito ai fatti seppure mi denunciarono al posto dei poliziotti intervenuti. Credo sia la priva volta che in Italia qualcuno viene processato per aver richiesto il rispetto della Costituzione, ma è così, sono io a venire processato per aver denunciato un reato, è il segno di che cosa è il paese reale. Sono tranquillo perché la registrazione audio di quel giorno conferma tutto, ho chiesto più volte al giudice di metterla agli atti, e la metterò in rete. Quel giorno ho solo difeso il diritto costituzionale dei contribuenti ad un giusto processo, diritto che vale anche quando a venire processato magari è un ladro.
 La Costituzione, mettendo le questioni tributarie nella magistratura ordinaria, anche se in sezioni specializzate per materia, impone una giustizia rapidissima in entrambi i casi. Sembra dire: niente giustizia? Niente tasse! Ma poi, i “giudici tributari” sono perfino pagati come dipendenti dal Ministero delle Finanze, quello che ti accusa. E’ ridicolo, e certo non può essere un giudice e un giusto processo, secondo diritti umani. Faremo condannare l’Italia per la violazione dei diritti dei contribuenti e del popolo veneto in Consiglio d’Europa.
Loris Palmerini - www.palmerini.net