«LI METTO TUTTI IN FORMA» Il cavaliere Paolo Tassetto preparatore dei campioni


di Cristina Chinello
PADOVA.«Un po' allenatore, un po' confessore, un po' terapeuta: questo è il personal trainer. L'uomo è una macchina che funziona per vivere e l'unica possibilità di manutenzione per il nostro corpo è il movimento fisico. Ecco, secondo me la filosofia del guru del benessere parte proprio da qui».
Con Paolo Tassetto il personal trainer è arrivato anche sul podio olimpico, vero?
«Certo, e non solo: sono stati molti gli atleti che ho seguito nella preparazione: Matteo Zennaro, bronzo all'olimpiade di Sidney per la scherma nel fioretto (arrivato da me col ginocchio infortunato); Lorenzo Fields, capitano dei mitici Saints (baseball), Angelo Montrone quand'era al Calcio Padova, Emanuele Pellizzaro, ex capitano del Calcio Padova, Andrea Facchin, bronzo olimpico a Pechino nella canoa. Vado avanti?».
Grazie, sono già molti. Cosa caratterizza il lavoro con un atleta professionista?
«E' molto più facile lavorare con un atleta vero perché ha un obiettivo da raggiungere, ed è il suo lavoro. Chi invece viene in palestra risponde ad altre variabili: spesso il primo ostacolo che incontra chi si avvicina al fitness è di tipo mentale, ossia la pigrizia. Oppure la superficialità».
Ossia?
«Spesso capita che chi viene in palestra per migliorare il proprio fisico guardi solo una parte del proprio corpo: di solito gli uomini le braccia, le donne i glutei. Invece la pesistica può diventare uno strumento in cui prendere coscienza dei propri limiti e difetti, con l'obiettivo di superarli. E' per questo che dico sempre: in palestra il personal trainer non insegna solo a come alzare un peso, ma a diventare più forti nella vita».
Prima diceva che ognuno tende a vedersi solo i difetti...
«Certo: le donne, per esempio, si vedono soprattutto la parte inferiore del corpo e lavorano sugli arti inferiori. Ma se una è fatta a pera, lo sarà per sempre. Il personal trainer è quello che cambia la prospettiva: allarga la parte alta, e poi tutto cambierà ottica. Sono un geometra, anche del fisico».
Quali gli errori pIù frequenti?
«Cercare di bruciare i tempi: ci vuole tempo per modificare l'aspetto di un corpo che è cosi da anni. Quanto? Dipende dal lavoro che c'è da fare, ma in media un fisico in due anni, con un allenamento ben fatto di due-tre volte alla settimana per almeno nove mesi all'anno. E non seguire una buona alimentazione: lo sbaglio più diffuso è saltare o fare male la colazione e abbondare a cena. Va fatto il contrario».
Uomini e donne: chi sono i più bravi?
«Le donne non mollano: arrivano in palestra con un obiettivo ben chiaro in testa e frequentano regolarmente la palestra. Purtroppo per loro è un pò un obbligo perché l'uomo, avendo maggiore massa muscolare, invecchia più dignitosamente e con meno fatica».
Insomma, dobbiamo proprio guadagnarci tutto...
«Eh si. Ma con un buon programma personalizzato, che va studiato insieme al cliente, ai suoi tempi e agli obiettivi, il personal trainer sa ottimizzare tempo e fatica. Più che gli uomini, le donne devono muscolarizzare tutto il corpo. Ma cosi facendo ne traggono un enorme beneficio: oltre a migliorare il proprio aspetto, ne giova anche il metabolismo. E anche io, vedendo i risultati, ne sono decisamente gratificato».