Il Pd torna all'antico Ossari e Ruzzante ma senza le primarie


Federico Ossari segretario provinciale, Piero Ruzzante coordinatore cittadino. Una soluzione che ha pacificato tutte le anime del Pd. Almeno all'apparenza. Una «pax» disturbata solo dalla corrente Marino che su base provinciale candida il sindaco di Baone Francesco Corso. Ma per il rinnovo degli organi dirigenti i democratici tornano all'antico rituale di partito: il congresso. Niente più primarie ma una votazione-fiume, dal 18 giugno al 4 luglio, che comincerà nelle assemblee dei 110 circoli che hanno il compito di eleggere i delegati al congresso provinciale. Niente primarie, né preferenze: i 5.386 tesserati saranno chiamati a scegliere tra due liste bloccate. Sarà un congresso che non peserà le singole correnti, ma che cristallizzerà la situazione per i prossimi tre anni. Fino cioè alla vigilia del 2014, quando a Padova si voterà per le comunali. Il «rinnovamento» passa per l'uscita di scena di Fabio Rocco e Franca De Lazzari, rispettivamente segretario provinciale e coordinatore cittadino uscenti. Maestro alla scuola di via Anelli, la Giovanni XXIII, il primo; primario di gastroenterologia al Sant'Antonio la seconda. Al loro posto arriveranno Federico Ossari, funzionario di banca, vicecoordinatore in carica del Pd che ha già ricoperto diversi ruoli: prima vicepresidente di una Ipab, consigliere provinciale dal 1995 al 2004, e quindi sindaco di Pontelongo. A Piero Ruzzante non manca né l'esperienza parlamentare né quella di funzionario di partito: prima di essere eletto consigliere regionale era direttore generale del gruppo Pd alla Camera. Su questi due nomi hanno trovato l'accordo le varie anime del partito in una trattativa condotta in prima persona dal sindaco Flavio Zanonato.
Ossari infatti è un «lettiano» che può vantare la copertura di Franco Frigo e il gradimento dei morotei, a partire da Margherita Miotto. Ruzzante è un ex Ds che strizza l'occhio alla società civile e ai movimenti della base. Avrebbe preferito lasciare spazio a qualcuno dei giovani, ma è solo attorno al suo nome che si è trovata l'intesa. «Blindati» i due posti più importanti, il congresso padovano del Pd si accenderà» soltanto all'interno dei 110 circoli attivi.
Tanti coordinatori di circolo abbandoneranno il loro ruolo ed è iniziata la corsa al rinnovo delle cariche minori. E' qui che potrebbero farsi sentire le spinte delle correnti dando vita a interessanti competizioni.

Claudio Malfitano