E' un San Paolo tutto nuovo

PADOVA.E' finita un'epoca, come chiosa, nel suo intervento, Antonio Rinaldi, nominato presidente onorario della nuova società. «Grazie a Bepi Tramonti venimmo qui, come Metaldent San Paolo, nel 1988 con il proposito di lavorare per i giovani. Ospiti di una parrocchia, crediamo di aver adempiuto appieno alla missione». Già, è proprio calato il sipario su quell'avventura che ha inorgoglito un intero quartiere. Adesso c'è un nuovo San Paolo, il San Paolo Padova, frutto della fusione fra la società gialloblù e l'Albignasego: perchè il titolo sportivo dei granata si trasferisce in città. Per esser chiari: si giocherà in serie D, e non più in Promozione (dove i gialloblù erano appena retrocessi), mentre la «matricola» del vecchio San Paolo passa alla Virtus Villafranca, diventata di proprietà di Fassetti, l'ex presidente del Limena, che ha investito in questa operazione 55.000 euro.
Alla presenza del vice-sindaco Ivo Rossi e del neo-assessore allo Sport Umberto Zampieri, il nuovo corso di via Canestrini è stato presentato ieri sera quasi in punta di piedi, senza tanti proclami. Al timone del sodalizio c'è Antonio Barella, ex numero uno dell'Albignasego. Due i vice-presidenti: Davide Pracchi ed Enrico Calocchio. Direttore generale è Paolo Rebellato, uno degli artefici della fusione. Renato Candier è il responsabile dell'area tecnica, Roberto Mellon della struttura sportiva, Raffaele Piredda della segreteria. Per quanto riguarda la prima squadra, Attilio Gementi è il direttore sportivo, Ugo Gomiero l'accompagnatore incaricato di tenere i rapporti con la Figc, mentre a Mario Calderaro è stata affidata l'organizzazione del settore giovanile. Come allenatore - e già era noto - viene confermato il tecnico dell'ex Albignasego, Gianfranco Fonti. L'organico sarà a grandi linee quello dei granata, con i big Rubbo, Mazzeo e Aliù che dovrebbero rimanere, mentre per Masiero bisognerà vedere cosa farà il Montebelluna.
L'effetto fusione porterà il San Paolo Padova ad avere fra i 400 e i 500 tesserati, per un totale di una ventina di formazioni. Dove si alleneranno e giocheranno? Detto che la prima squadra, il cui raduno è stato fissato per il 22 luglio, si esibirà allo stadio del Plebiscito (convivendo con il rugby), le altre strutture messe a disposizione saranno il campo di via Vlacovich, quello di via Canestrini, il Franceschini e i terreni di gioco del Centro sportivo Geremia, alla Guizza. Quanto all'Albignasego, ripartirà dalla Seconda categoria, come Cus Albignasego.
Infine, è sempre notizia di ieri che anche la Legnarese, salvatasi in Promozione un mese fa, starebbe cercando di cedere il titolo. I dirigenti sarebbero in difficoltà. (s.e.)