La cintura Nord si ribella

VIGODARZERE. I Comuni della cintura non ci stanno ad essere i vassalli della città, costretti a subire il traffico di attraversamento dei 240 mila pendolari al giorno verso Padova, senza avere servizi dislocati all'esterno delle mura cittadine. «Se si cerca ancora l'ubicazione del nuovo ospedale, ho tanto spazio a Ponterotto».
Lo ha detto l'altra sera il sindaco di Villafranca, Luciano Salvò, alla riunione indetta dal collega di Vigodarzere sulla viabilità e mobilità della cintura Nord. Alla riunione era presente anche Ivo Rossi, vicesindaco padovano e presidente della Conferenza metropolitana, cui i quattro Comuni di Limena, Cadoneghe, Vigodarzere e Villafranca hanno indirizzato non poche frecciatine. Padova resta un'attrattrice di traffico e Castagnara è ancora bloccata perché, da quando è arrivato il tram a Pontevigodarzere, la gente che si muove con i mezzi pubblici da Cadoneghe e Vigodarzere cerca di arrivare in auto al capolinea, per eliminare almeno uno dei trasbordi cui si è costretti ora, come ha sottolineato Franco Frazzarin. «Pure la regionale 308 si sta intasando al mattino, nel tratto in cui vi è una sola corsia - ha spiegato il sindaco di Cadoneghe, Mirco Gastaldon, rivolto all'assessore provinciale Roberto Tosetto - Sappiamo che la Provincia voleva ottenere il denaro per ampliarla vendendo le proprie quote di partecipazione alla società autostradale, ma la gara è andata deserta». Occorre fare rete, ma alla fine i problemi bisogna risolverli e mancano i soldi, come ha ammesso Ivo Rossi. Restano sul piatto pertanto due questioni fondamentali: Castagnara e il trasporto pubblico. La prima andrebbe risolta con un nuovo ponte, inserito nel secondo tratto del Gra, che significa che passeranno 15 anni prima di vederlo realizzato, tanti quanti quelli che serviranno per far arrivare il tram oltre il Brenta. Non resta che migliorare il trasporto pubblico, magari, come ha chiesto l'assessore limenese Stefano Tonazzo, prolungano il bus 13 dai confini con Padova fino in piazza Diaz. La speranza è tutta riposta nella gara europea che la Provincia vorrebbe indire, in maniera da avere un gestore unico ed evitare dispersioni di risorse come le tratte servite sia da Aps e Sita.

(Cristina Salvato) /