il mattino di Padova — 24 gennaio 2010
pagina 20
sezione: CRONACA
E chiusa da più di una settimana, ma nessuno lo sa. Intanto però più di un migliaio di studenti universitari deve andare altrove per mangiare. La mensa universitaria di via Marzolo ha chiuso i battenti per inagibilità lo scorso 15 gennaio. E a luglio prossimo anche quella di via San Francesco interromperà lattività per lavori di ristrutturazione, mandando nel caos la gestione della ristorazione universitaria. A lanciare lallarme sullincerto futuro del servizio mensa è Erio Bozza, segretario aziendale della Cisl-Fp allAzienda regionale per il Diritto allo Studio universitario: «Perderemo circa metà dei 6 mila pasti giornalieri che abbiamo garantito finora, perciò chiediamo alla dirigenza dellEsu di chiarire quale sarà il destino delle due strutture. Siamo seriamente preoccupati». La prossima settimana le organizzazioni sindacali di categoria chiederanno ai vertici dellEsu, in mano al commissario straordinario Flavio Rodeghiero, precise garanzie sul mantenimento delle quattro mense gestite direttamente dallente. A questo si pone anche un altro interrogativo, come anticipa Bozza: «Non vorremmo che vi fosse lintenzione di dare in gestione ai privati ulteriori quote di servizi, anche perché in quel caso sarebbe a rischio la proroga dei contratti di lavoro di 25 precari addetti alla ristorazione». La mensa di via Marzolo è stata dichiarata inagibile a causa di dissesti strutturali in due sale refettorio. «Ora dovrà essere sottoposta - spiega Bozza - a lavori di consolidamento delle fondamenta e dei muri perimetrali, e si annunciano tempi lunghi». La situazione è delicata, come evidenzia Fabio Turato della Cisl-Fp di Padova: «Siamo preoccupati per la tenuta dei servizi, poiché da qui a luglio dovranno essere ricollocati altrove 3 mila pasti giornalieri. LEsu, che offre un servizio certificato e di qualità ad un prezzo contenuto (6,45 euro il costo medio di un pasto, ndr), non deve rinunciare alla ristorazione in favore dei privati. E una funzione indispensabile per gli studenti, e ci batteremo per il mantenimento degli standard qualitativi».
-
(Massimo Nardin)