La Caritas sugli stranieri «La paura fa comodo a chi vuole leggi ingiuste»

E' stato presentato ieri al centro parrocchiale di San Carlo il dossier statistico 2009 di Caritas/migrantes. Il titolo è significativo: «Immigrazione: conoscenza e solidarietà». Questo XIX rapporto che, a Roma, ha avuto come referente il presidente della Camera - una finestra di azzurro, secondo Caritas, in un orizzonte burrascoso - si è concretizzato in un volume di 500 pagine: una valanga di dati necessari per la conoscenza, per sapere quanti sono, da dove vengono, che cosa fanno in Italia i quasi 5 milioni di immigrati che risultano dopo la più recente regolarizzazione. Cosi l'Italia con il 7 per cento di stranieri supera la media dell'Unione Europea che si attesta sul 6,2 per cento. «La conoscenza è importante - dice don Giovanni Sandonà - è l'unica medicina contro la paura che fa comodo ad alcune parti della nostra società, che ispira leggi ingiuste». La Caritas non può accettare che agli immigrati, ai disperati degli sbarchi che fuggono dalla fame e dalla guerra a volte non sia riconosciuto il diritto ad una verifica dello stato di profughi e di perseguitati. I cittadini stranieri residenti erano 2 milioni e 670 mila nel 2005 e sono risultati 4 milioni alla fine del 2008 e 4 milioni e 330 mila includendo le presenze regolari non ancora registrate. Il totale delle presenze regolari è del 7,2 % ma il dato arriva al 10% se si fa riferimento alla classe dei più giovani. Insomma, siamo sulla scia della Spagna e non lontani dalla Germania. I paesi di più antica tradizione migratoria (Francia e Germania) hanno un numero più elevato di cittadini nazionali di origine immigrata essendo più agevole la normativa di accesso alla cittadinanza. Altro dato importante: prevale la presenza di immigrati di origine europea e questo dovrebbe tranquillizzare chi vede il pericolo di una islamizzazione continentale. Si sta anche attenuando il policentrismo delle provenienze, caratteristica dell'immigrazione italiana. Le prime 5 collettività (romeni, albanesi, marocchini, cinesi, ucraini) superano la metà delle presenze complessive. L'equazione immigrato=delinquente alla resa dei conti si sta frantumando: il boom della criminalità era già avvenuto in Italia all'inizio degli anni 90 e, rispetto ad allora, il livello delle denunce è lo stesso. Sul piano economico i dati relativi al 2007 evidenziano un apporto consistente degli immigrati: 134 miliardi di euro, il 9,5% del Pil. A turbare molti, per una malintesa volontà di difesa della religione, è il panorama multi religioso: in realtà oltre la metà degli immigrati è cristiana, i musulmani sono un terzo, le religioni di tradizioni orientali meno di un decimo. Le remore degli italiani a livello culturale, sociale e religioso hanno trovato una sponda nel pacchetto sicurezza che si è occupato di immigrazione solo con misure restrittive. C'è anche la previsione di un permesso di soggiorno a punti che qualcuno ha paragonato a una patente e che, di fatto, è solo a perdere. Dalla Conferenza Episcopale Italiana l'indicazione che la vera sicurezza nasce dall'integrazione.

Aldo Comello