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Sante Sguotti ristruttura una chiesa sconsacrata

 AGUGLIARO (Vicenza). «Non sono solo delle dicerie della gente», e infatti nell’ordine del giorno del consiglio comunale di domani compare al secondo punto un’interpellanza della lista d’opposizione «Insieme per Collaborare». Il sindaco risponderà sull’antica parrocchiale di San Michele in via Roma, un rudere sconsacrato il cui nuovo proprietario risulta essere un tale Sante Sguotti, nato a Bagnoli di Sopra. Sì proprio lui, l’ex parroco di Monterosso, balzato alla ribalta alla fine di agosto del 2007, allorquando diventò di dominio pubblico una relazione con una parrocchiana da cui ebbe un figlio. La reazione della Curia di Padova non si fece attendere, ma l’allontanamento convinse Sguotti a fondare con dei seguaci la Chiesa cattolica dei Peccatori, e a scrivere un libro sulla sua vicenda. Seguirono apparizioni televisive e interviste, finchè venne ridotto allo stato laicale un anno e mezzo fa. Sulla sua strada Sante Sguotti, ha trovato poi monsignor Milingo e con lui ha cominciato a condividere un percorso che li ha portati a celebrare insieme, trovando ospitalità sempre in provincia di Vicenza. Ora l’ex sacerdote continua a svolgere l’attività di camionista, risiede a Lovertino di Albettone con la futura sposa e il figlioletto, e continua gli incontri con il suo seguito. L’edificio di cui è diventato proprietario, dal lontano 1977, non è più la chiesa parrocchiale di Agugliaro. Situato accanto al cimitero, identificato nel catasto dal foglio 7, particella 233, categoria C2, classe I, 482 metri quadrati di magazzino piano terra e interrato, lo stabile venne venduto dalla Curia ad un privato che lo utilizzò per breve tempo come deposito, poi passò a un altro acquirente intenzionato a trasformarlo in un capannone. Attualmente ci sono dei cartelli con l’avvertimento «edificio pericolante», e c’è una recinzione. «Fatto salvo che ognuno possa fare quello che vuole, alla nostra lista preoccupa il movimento che potrebbe verificarsi una volta restaurato - spiega la capogruppo Marilena Permunian - così abbiamo deciso di chiedere lumi al sindaco per sapere come intenda gestire la situazione». Insomma quello che si dà per scontato in giro, è il fatto che la nuova proprietà abbia l’intenzione di ristrutturare l’ex chiesa per farla diventare un luogo di incontro e magari di culto.
- (Piergiorgio Di Giovanni)