In 30 mila alla Festa dei Veneti


di Silvia Bergamin
CITTADELLA. Città murata invasa dai veneti, 15 mila nella sola giornata di ieri, 30 mila nell'arco dei tre giorni della manifestazione. Tutti a rinverdire i fasti della Serenissima, rilanciando sull'inno veneto e sull'insegnamento della lingua nostrana nelle scuole.
Spazio anche per un nuovo fuoriprogramma: dopo la rottura del tanko di sabato, un paio di reclute sono finite ko: dovevano portare in alto il vessillo del serenissimo «leòn» ed invece un ventenne di Cavarzere e un sedicenne della Bassa padovana sono stati travolti da un colpo di calore. Il capitano li ha scusati: «Sono alle prime armi, non sono riusciti a sopportare il peso delle divise in panno». Per il resto, la festa è filata liscia: tempo ideale, famiglie e coppiette a spasso, e pazienza per il forfait del ministro Luca Zaia. C'è pure uno spazio dedicato al primo cartone animato con Raixe Venete, in onda da ottobre, ovvero «Clifford el can che parla in veneto». «Un'edizione - osserva il sindaco Massimo Bitonci - con una novità: quest'anno abbiamo diviso per zone le varie bancarelle, ognuna rappresenta una provincia ed esibisce i prodotti tipici». Poi, tutti sul palco, politici compresi; e qui scatta la par condicio, i veneti non ci stanno a diventare una succursale folkloristica della Lega, c'è anche Simonetta Rubinato, il combattivo sindaco del Pd di Roncade. Davide Guiotto, l'anima dell'organizzazione, rilancia sull'orgoglio: «I Veneti non poe pi spetare». L'assessore provinciale Leandro Comacchio ha il cavallo di battaglia dell'inno: «L'aria è di Vivaldi, le parole sono già scritte, anche da Guiotto». Bitonci ha quello del veneto nelle scuole: «Abbiamo sviluppato un progetto con la Provincia, la lingua veneta sarà una materia facoltativa nelle elementari e medie di Cittadella». Rubinato lancia una visione suggestiva: «L'identità veneta ci permette di capire chi siamo e dove possiamo andare. Il modello è la Venezia descritta dal Petrarca, una città aperta, che si apriva al mondo attraverso il mare».